3 Poesie di Gian Piero Bona da LA VOLONTA’ DEL VENTO

LA SCIENZA

Mille genii in un cavo
un delirio di stanare particelle
nuove come bianche pavoncelle
che si celano nei boschi,
eterne muse di rifugi loschi.

La scienza gioca
a caccia di tesori.
Nei letti gridano i dolori.

Noi chiediamo chi siamo
per esser come siamo ;
nell’ossa calcio,
nel sangue ferro dei pianeti,
nella notte dei tempi,
antichi feti.

Ma quale notte ?
Quale molecola mutata
negli Elìsi in aurea polvere ?

In te, se pur scoperta ogni ragione,
con te morrà la gran Rivelazione.
E chi ti aiuterà ? Un astrofisico
o il bacio nel sonno d’Endimione ?

A TEATRO

Siamo stanchi di crederci vivi
dietro una quinta di cielo dipinta,
noi che non siamo che i morti
di un cielo più alto,
nel salto sopra la terra,
convinti di venir resuscitati.

Noi siamo stanchi
di essere amati da un dio
per le nostre traversie.

Così che finché per le divine vie
la gloria del mare trascinerà
le nostre voci alle sue trenodie,
nessuno verrà qui a recitare
il copione dell’assoluto Male
voluto da un Bene universale.

LA PROFEZIA

Esulta, esulta stolta umanità.
Nel tuo futuro aspettati una gloria
d’élitre, di zampe e antenne d’oro ;
corazze d’ametista nelle teche
dei musei ; melodiosi scarabei ;
lombrichi ricamati di Japoniche
Popillie, mangiatrici di maggesi
virgiliani ; Anoplòpore Chinesi
nel tronco cavo dei boscosi re.

Aspettati, mutato in parassita,
il nome di dolcissima punzella :
Xylella, l’assassina dei poeti,
di spighe e fiori e mele ed uliveti.

Coleotteri, àfidi e pidocchi
sulla scala di Giacobbe, sopra gli occhi
dei prati divorati dalle nere furie,
e tutte le bellezze cancellate
da maledizioni programmate
dal loro creatore. Chi darà
l’antagonista a quelle larve odiate,
alla vespa velutina che tronca
il capo biondo della pecchia del sole ?

Cadranno sempre i tuoi imperi. E io
che la rotta del cielo ti auguravo,
festante di splendidi velieri.

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