5 Poesie incivili di Andrea Camilleri

Andrea Camilleri è venuto a mancare oggi, 17 Luglio 2019.
Da tutti conosciuto come il padre di Montalbano, il grande scrittore è indubbiamente stato molto di più che questo.
Da sempre infatti, nonostante per molti lo faccia solo adesso in tempi Salviniani, lo scrittore ha  manifestato i suoi pensieri, in particolare maniera contro i governi che hanno caratterizzato l’Italia e, sempre con la sua caratteristica ironia, vari fatti della società di oggi.
Di seguito riporto 5 poesie incivili dello scrittore, pubblicate nel tempo sulla rivista MICROMEGA.

*

Dire. E subito dopo, disdire. Affermando
d’essere stato frainteso. E chi l’ascolta
si batte il petto, “è vero, ho frainteso”.
Lui dispensa il perdono, perché è buono.

Il suo vocabolario è ricco di parole
intercambiabili ma di senso opposto.
Solo quattro quelle immutabili, punti
fermi: denaro, potere e plastica facciale.

*

“Ma come? Nemmeno dieci righe
in un libro di storia? Guarda bene”.
“No, non c’è niente”. “Vedi in fondo,
nell’indice alfabetico”. “Sto guardando…

Balbo… Bandiera, fratelli… Benedetto
decimosesto… Bertinotti”. “Ma hai saltato!
Dai qua che guardo io!” No, non c’era.
“Certo manca una pagina”, s’illuse.

*

Mai riconosciuto nelle torri gemelle
il simbolo della civiltà occidentale.
Son altri i miei simboli, il Partenone,
la tour Eiffel, la cupola di Brunelleschi.

Gli aerei che si schiantarono contro le torri
colpirono semmai il cuore di Wall Street o
le borse valori. “Nulla di personale, solo
affari”, come dicevano i gangsters d’una volta.

*

Il pesce, si sa, comincia a puzzare dalla testa.
Oggi la testa del pesce è letteralmente fetida,
ma la metà degli italiani s’inebria a quel fetore,
se ne riempie i polmoni come aria di montagna.

Finalmente è venuto il suo regno! Esultate!
La monnezza che invade città e campagne
è il segno tangibile dalla sua immanenza, il suo
speculare incarnarsi alla folla osannante.

*

Ci furono, un tempo, le convergenze parallele.
Per questo assurdo geometrico inventato
da un povero statista, fu tutto un gran ridere.
Era stato, invece, assai buon profeta.

Oggi la convergenza parallela è d’uso
comune tra il governo e la sua opposizione.
A non rispettarla sono solo i binari, altrimenti
i treni deraglierebbero, come farà l’Italia.

——-> ALTRO DI: Andrea Camilleri


*FONTE: http://www.vigata.org/bibliografia/poesieincivili.shtml

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