8 MQ AL SECONDO – Salvare l’Italia dall’asfalto e dal cemento – Domenico Finiguerra #LIbri #Ambiente

SALVARE L’ITALIA DALL’ASFALTO E DAL CEMENTO (Nonostante buona parte della politica italiana, in particolare Lega o FdI, alleati di Berlusconi in particolare, e finanziati dai grossi costruttori edili -con tutte le collusioni, che oramai son fin troppo note per perdere tempo a parlarne-, siano ancora convinti che ciò sia il progresso, nel 2020) 

Come sono cambiati gli scenari delle nostre passeggiate? Che fine hanno fatto i campi dove eravamo soliti vagabondare nei pomeriggi della nostra adolescenza? Ci sono ancora i fossi, i canali, le rogge dove andavamo a pescare, noi ragazzini in cerca di avventura nelle periferie agricole e boschive di medie e grandi città?
E come sono cambiati i paesaggi delle nostre mete di villeggiatura? Le coste liguri, ad esempio, sono le stesse dei primi anni Sessanta? E il litorale laziale? Il profilo della terra ferma che ammiravamo facendo un bagno al largo di Agrigento o di Villasimius è lo stesso? Le Ville Palladiane sul Brenta le ricordiamo circondate da capannoni e centri commerciali?
8 mq al secondo. Salvare l’Italia dall’asfalto e dal cemento. :

«Domenico, li vedi i palazzoni?».
«Li vedo, Giuliano. Certo che li vedo. Ma com’è potuto accadere tutto questo? Siete seduti su una miniera d’oro. Anzi, siamo tutti noi seduti su una miniera d’oro. Ma la stiamo imbrat- tando, sporcando, sprecando».
Giuliano Girlando è uno dei tanti attivisti di uno dei tanti comitati che in tutta Italia, dalla Val di Susa al Salento, dalla Pianura Padana al Medio Campidano, dalle sponde del Brenta a quelle del Naviglio Grande, lottano e si oppongono alla cementificazione del nostro paese.
Giuliano abita a Tivoli. Città che «ospita» due siti patrimonio dell’Unesco: Villa Adriana e Villa d’Este. Incastonata in uno dei paesaggi più ripro- dotti al mondo. Città che purtroppo ha visto e vede tutt’oggi progetti di colate di calcestruzzo sulla bellezza affascinante che ha ispirato poeti e attirato viaggiatori da tutto il mondo…
Se aprite Google e cercate «immagini di Tivo- li», troverete centinaia di quadri e litografie che riproducono le meravigliose cascate dell’Aniene, Villa Gregoriana, il Mausoleo dei Plauzi e Ponte Lucano. Se però scrivete «Tivoli, cemento» vi apparirà una foto che riproduce le medesime cascate ed alcuni condomini alti decine di metri costruiti negli anni Sessanta a pochi passi dalle bellissime piscine formate dai salti d’acqua dell’Aniene.
In questi ultimi anni moltissime voci autore- voli si sono alzate per denunciare il crimine − perché di crimine si tratta − dello «sterminio dei campi».
Un crimine che avanza al ritmo di 8 mq al secondo. Sabato e domenica compresi. Ventiquattro ore al giorno. Anche a Natale e a Pasqua.
Otto metri quadrati al secondo è il ritmo con cui vengono asfaltate e cementificate la bellezza, la biodiversità, l’agricoltura e la cultura del nostro paese.
Un’aggressione silenziosa e costante che ha però trovato in numerose città, paesi e angoli talvolta remoti e nascosti, chi è determinato a contrastarla.
Una resistenza al cemento che è urgente allargare a macchia d’olio affinché sempre più cittadini italiani prendano coscienza della gravità e irreversibilità di quanto sta accadendo.

Cittadini consapevoli che forse resteranno per sempre una minoranza.
Ma la storia, può capitare anche che la facciano le minoranze…

Andrea Zanzotto: «Dopo i campi di sterminio, stiamo assistendo allo sterminio dei campi».

*www.domenicofiniguerra.it


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