A VOI TOCCA ADESSO, CARO AMICO – Vincenzo Consolo (Da Il sorriso dell’ignoto marinaio)

Io mi dicea allora, prima de’ fatti orrendi e sanguinosi ch’appena sotto comincerò a narrare, quei d’Alcara intendo, finito che ho avuto questo preambolo, io mi dicea: è tutto giusto, è santo. Giusta la morte di Spinuzza, Bentivegna, Pisacane… Eroi, martiri d’un ideale, d’una fede nobile e ardente.
Oggi mi dico: cos’è questa fede, quest’ideale? Un’astrattezza, una distrazione, una vaghezza, un fiore incorporale, un ornamento, un ricciolo di vento… Una lumaca. Perché, a guardar sotto, sotto la lumaca c’è la terra, vera. Materiale, eterna.
Ah la terra! È ben per essa che insorsero quei d’Alcara, come pure d’altri paesi, Biancavilla, Bronte, giammai per le lumache.
Agire, dunque, Interdonato? Non io, non io! L’unica azione degna che m’accinga a fare è quella di lasciare la mia casa, i miei beni e destinarli alla scuola, insegnamento per i figli dei popolani di questa mia città di Cefalù. Sì che, com’io spero, la storia loro, la storia, la scriveranno da sé, non io, o voi, Interdonato, o una scriba assoldato, tutti per forza di nascita, per rango o disposizione pronti a vergar sulle carte fregi, svolazzi, aeree spirali, labirinti…
Lumache. I libri e la ricolta d’antichità e dipinti saranno una pubblica biblioteca e un museo, nel quale risplenderà come un gioiello, voi già sapete, quel ritratto d’ignoto di Antonello, a voi sì somigliante… E forse un poco anche per me, ma pure al pittore Bevelacqua, a mio cugino Bordonaro, al vescovo di qua Ruggiero Blundo, e infino anche, e ciò mi duole, al già ministro borbonico Cassisi e al direttore di polizia Maniscalco… Sapete? A furia di guardarlo, quell’uomo sconosciuto, qui nel mio studio, in faccia allo scrittoio, ho capito perché la vostra fidanzata, Caterina Carnevale, l’ha sfregiato, proprio sul labbro appena steso in quel sorriso lieve, ma pungente, ironico, fiore d’intelligenza e di sapienza, di ragione, ma nel contempo fiore di distacco, lontananza (come quella materiale vostra d’un tempo, per mari e porti e capitali d’Europa e d’Africa), d’aristocrazia, dovuta a nascita, a ricchezza, a cultura o al potere che viene da una carica…
Ho capito: lumaca, lumaca è anche quel sorriso!
Agire, vi dicevo, Interdonato. A voi tocca adesso, caro amico. E non più per l’Ideale, sì bene per una causa vera, concreta, dappoiché per caso o per destino vi ritrovate nelle condizioni, in qualità di procuratore Generale della gran Corte di Messina, di decidere della vita di uomini ch’agiron sì con violenza, chi può negarlo?, ma spinti da più gravi violenze d’altri, secolari, martirii soprusi angherie inganni…
E mi sia concesso qui di riportare questa riflessione delPagano:
Così se tu, morale, distendi la tua mano e la tua forza di là del confine che ti segnò natura, se occupi dei prodotti della terra tanto che ne siano offesi gli altri esseri tuoi simili, e manchi loro la sussistenza, tu proverai il riurto loro; la tua pena è la distruzione.

——-> ALTRO DI : Vincenzo Consolo


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