AFRICA: IN PRINCIPIO ERA LA SCHIAVITÙ, POI IL COLONIALISMO, INFINE IL NEOCAPITALISMO: NIENTE È CAMBIATO. Alberto Moravia (#Immigrazione oggi)

In principio ci sono stati i fortini portoghesi sparsi lungo la costa, con le guarnigioni di soldati dalle teste chiuse in elmi di ferro, che oggi possiamo rivedere, strani e grotteschi, nelle sculture del Benin. Stavano lì, a difendere la prima potenza europea: cianfrusaglie, conterie contro oro, pietre preziose e spezie rare. Ma gli Africani non sapevano che le conterie non valevano niente e l’oro e le pietre preziose, moltissimo. La loro scala di valori era quella dell’immaginazione; quella degli Europei, invece, la scala dei valori di profitto. Poi nei due secoli susseguenti sono venuti i mercanti di schiavi, vestiti di velluti, di sete, di broccati, in brache corte e calze, la spada al fianco; e di nuovo, contro cianfrusaglie e conterie, gli Africani hanno fornito qualcosa di prezioso: i loro fratelli razziati con la complicità e l’autorizzazione dei loro re e poi incatenati, imbarcati, venduti in America come bestiame. Anche questa volta gli Africani ignoravano il valore inestimabile della merce umana che fornivano agli Europei in cambio delle loro conterie. Ma gli Europei, questo valore lo conoscevano benissimo, il cristianesimo gliel’aveva insegnato per secoli e così far finta d’ignorare, come gli Africani, che un uomo non è una cosa, è stato il grande delitto degli Europei in quei due secoli. Dopo aver venduto in schiavitù una ventina di milioni di persone, finita la tratta, è venuta la fase del colonialismo. Anche questa volta la disparità tra l’Europeo che ‘sa’ il valore di ciò che acquista e il non-valore di ciò che fornisce in cambio e l’ignoranza infantile dell’Africano, si è risolta di nuovo in una violenza perpetrata dal primo ai danni del secondo. Il colonialismo in cambio della libertà ha dato qualche cosa che lì per lì è stato chiamato ‘civiltà’: cioè la burocrazia amministrativa, poliziesca, militare, il lavoro coatto, il reclutamento per le guerre europee e così via. Eccoci ai giorni nostri. Il colonialismo se ne va; ma viene subito il neocapitalismo; è il momento delle cosiddette ‘materie prime’, barattate per un’illusoria indipendenza nazionale; e il rapporto tra Europei e Africani non cambia. La violenza rimane, anche se meno evidente. Come chiamarla? Diciamo che è una violenza economica, turistica e culturale.

*Alberto Moravia, A quale tribù appartieni ?

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