Al di là delle apparenze. L’altro è segreto perché è altro. JACQUES DERRIDA #Libri

Prendendo le mosse dal concetto di iterabilità, collegandolo alle moderne tecnologie e alle questioni etiche che ci impongono, in quest’intervista del 2001, Derrida attraversa molti nodi problematici della sua filosofia – la traccia, il resto, la rimanenza, il supplemento, il fallogocentrismo e la sua necessaria decostruzione, la distinzione tra différence e différance e quella tra oralità e scritturala – e della sua biografia – il controverso rapporto con la sua ebraicità, la “difesa” di De Man e il “caso” che ne è seguito, le sue posizioni riguardo al “nazismo” di Heidegger – producendo un intreccio molto interessante tra vita e pensiero, filosofia e biografia, che troverà nella letteratura un suo grande punto di forza e una felice sintesi.

Jacques Derrida, nato Jackie Élie Derrida (Algeri, 15 luglio 1930 – Parigi, 9 ottobre 2004), è stato un filosofo, accademico e saggista francese.
Docente prima all’École Normale Supérieure, cofondatore del Collège International de Philosophie e poi, fino alla morte, directeur d’études presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, il suo nome è legato al concetto di decostruzione, che ebbe una forte influenza sul pensiero della seconda metà del Novecento, in ambiti disciplinari molto diversi dalla filosofia, come la linguistica, la critica letteraria, la teoria politica, la giurisprudenza, gli studi religiosi, la teoria dei media, l’antropologia, gli studi culturali, l’architettura (ispirando il movimento decostruttivista), gli studi postcoloniali, gli studi di genere e la psicoanalisi. La sua opera, che ebbe una diffusione globale, in particolare negli Stati Uniti e in Sud America, è solitamente associata al cosiddetto post-strutturalismo francese o al postmodernismo, benché Derrida non si sia mai riconosciuto in queste denominazioni.
Influenzato dalla fenomenologia di Edmund Husserl e dall’ontologia fondamentale di Martin Heidegger, il suo pensiero si concentrò inizialmente sui problemi epistemologici della filosofia francese degli anni sessanta, riguardanti lo statuto delle scienze umane, il contributo della psicoanalisi e della linguistica e il superamento dell’umanesimo. In seguito, a partire dagli anni ottanta e novanta, l’interrogazione di Derrida si rivolse a temi di carattere etico e politico, fra cui il cosmopolitismo, la natura della democrazia, i diritti umani e animali, l’idea di Europa e la crisi della sovranità. I suoi interventi lo resero una delle voci pubbliche più note nel panorama intellettuale europeo, al punto da essere più volte indicato come possibile vincitore del Premio Nobel per la Letteratura.
Il suo pensiero, esposto in uno stile difficile, è tutt’ora oggetto di notevoli controversie, polemiche e netti rifiuti soprattutto nel mondo della filosofia analiticaanglosassone.

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