CARI FARISEI, CI RICORDEREMO DI VOI

Oramai è passato un anno dall’inizio di questa Pandemia. l’uomo che tanto si occupa, giustamente, di preservare la ‘memoria’ relativa a una parte dei fatti della guerra mondiale, per esempio, avvenuta oramai quasi 100 anni fa, deve sempre stare attento a non dimenticare i fatti che ne decidono la sua vita e il suo presente, cioè, non solo i fatti storici, ma anche e sopratutto i fatti della più recente contemporaneità. Incominciamo quindi così:
Due anni fa, nel mondo intero, almeno in quello progredito globalizzato e comandato dal liberismo, in ogni suo stato, i vari popoli si ribellavano contro il proprio Paese, dal Chile all’Europa, e si ribellavano tutti, seppur facendo sempre fatica a vederne i veri responsabili, contro il cosiddetto sistema liberale, il liberismo appunto.
Poi è arrivato un virus influenzale che ha costretto il mondo a fermarsi, richiudersi in casa per evitare che gli ospedali, che hanno meno impiegati di Amazon al giorno d’oggi, venissero intasati di uomini e donne, che già con salute precaria dovuta alla qualità della vita che proprio quel sistema ha creato, morissero annegando nel proprio respiro.
Ad oggi, dopo un anno in cui tutto ciò che rende libero l’uomo, cioè non il lavoro, ma l’arte e “l’inutile”, e il ritrovarsi insieme, è stato eliminato. Le proteste che scoppiavano in tutto il mondo, quindi messe in silenzio, con i vari stati che in nome della salute, che non hanno mai difeso prima, tramite leggi speciali e dittature sanitarie, hanno tolto ai loro abitanti i più elementari diritti democratici che tanto sono serviti in passato per riempirsi la bocca e vederci prodotti fino a diventare tutti noi un loro prodotto. E ci si ritrova nella situazione dove proprio quelle persone a capo di questo sistema, non certo i poveri politici dei vari Stati che altro non sono oramai che impiegati delle multinazionali, beh, proprio quelli che comandano questa situazione, i grandi gruppi modialisti, come Johnson&Johnson o Microsoft e via dicendo, sono gli unici che “vogliono” salvarci, o meglio mettersi a produrre e vendere il famoso vaccino. Vaccino che si sa non sarà per sempre ma annuale e comunque non impedirà il contagio ma solo l’aggravarsi della situazione di ognuno: un vaccino quindi che non risolverà il problema ma che ci darà le condizioni per viverci insieme senza niente cambiare della situazione. (che solo con un cambio radicale del sistema, lavorando sul distanziamento, o meglio sulla ridistribuzione della popolazione e delle risorse, lottando contro il concetto di metropoli oramai desueto e inutile, tramite magari un periodo di vero lockdown mondiale, dove però non si stia immobili a casa aspettando un reddito universale per tornare al prima che ha portato ad oggi, ma dove si lavori e ci si comporti per un nuovo futuro che passi per un ritorno al passato anche e una decrescita mondiale, dove tornino a vivere i veri valori e muoia il consumismo, allora sì, forse così, si potrebbe risolvere qualcosa).

E nessuno sembra accorgersi che il modo in cui si sta affrontando la situazione non è una soluzione, ma al massimo un diluire gli effetti del virus ; e che in questo tempo nessuno davvero, se non appunto quelle che il liberismo ci ha insegnato a chiamare dittature, si stanno adoperando o si sono adoperate per migliorare davvero la situazione sanitaria, costruire ospedali e ampliarne in modo reale il personale, migliorandone le condizioni (in un anno quanto si sarebbe potuto fare, a volere : quanto ci vuole a costruire centri commerciali o eco-mostri?). Del resto, la loro soluzione non è curare i malati, ma rinchiudere i sani affinché non lo diventino, malati….

Interessante poi che nessuno, se non Beppe Grillo in Italia -che continua dai mass media a essere chiamato comico, quando probabilmente è uno dei pochi illuminati di questo Paese, incancrenito da mafia e corruzione e mediocrità- si impegni per una liberalizzazione (ma vera non solo come slogan pubblicitario) dei brevetti dei vaccini: tanto finché stiamo tutti a casa, la vita la perdiamo noi, e sicuramente per loro la nostra vita (perché uscire di casa solo per lavorare, mascherati come infermieri anche in parchi naturali, senza possibilità di incontrarsi liberamente e di sviluppare il nostro cervello con arte e cultura: vita non è), tanto, dicevo, la nostra vita, un loro prodotto oramai da tempo, vale molto meno del loro guadagno.

Mi sembra giusto dare voce e riportare le parole di Paolo Rumiz, che proprio questa memoria chiamamo in causa:

Mi ricorderò di voi quando tutto sarà finito. Di voi che avete smantellato la sanità pubblica per finanziare centri di estetica e ora tuonate contro lo Stato perché mancano respiratori. Di voi farisei che, mentre pontificavate sulla vita, mettevate il profitto davanti alla vita stessa, e la difesa dei beni davanti a quella delle persone. Di voi, che ci avete coperto di veleni e lasciato desertificare l’Italia dei borghi; e di voi, volonterosi partigiani dell’economia del saccheggio, dello scarto e dello spreco, che avete de-localizzato in Asia e tolto lavoro alla nostra gente.
E di voi, che avete coperto tutto questo, facendoci credere che il problema fossero gli immigrati, quando siete stati i primi a chiamarli per ingrassarvi il culo. E soprattutto di voi, ultra-liberisti da talk show, che avete smantellato cultura e senso del dovere, obbligandoci a gestire questa emergenza più con la polizia che con l’educazione civica. E infine di voi, che anche ora, nel momento estremo, seminate zizzania e bugie per coprire di fango chi senza clamore si spende per soccorrere gli ultimi.

*Immagine: La gran transformación: Crítica del liberalismo económico (Ensayo)

Lascia un commento