CARME 8 – Catullo – tradotta da Salvatore Quasimodo

Povero Catullo, basta con le follie,

ciò ch’è finito, convinciti, è finito.

Un tempo brillarono per te limpidi giorni,

quando correvi dove voleva la ragazza

da te amata come nessuna sarà mai amata.

E là quante dolcezze nei giochi d’amore

che tu volevi allora e lei non rifiutava.

Davvero brillarono per te limpidi giorni!

Ma ora non vuole più, e tu cerca di vincerti

e mostrati indifferente come lei

e non seguire i suoi passi se ti fugge

e non tormentarti più, ma, ostinato, resisti.

Addio fanciulla, ormai Catullo è deciso,

non tornerà a cercarti, non ti vuole per forza.

Ma tu soffrirai, se non sei desiderata.

Ti pentirai, perfida! Che vita sarà la tua?

Chi ora verrà da te? E per chi sarai bella?

E chi amerai? E di chi si dirà che tu sei?

Chi bacerai? A chi morderai le labbra?

Ma tu, Catullo, ostinato, resisti.



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