CONFESSO CHE HO VISSUTO – Pablo Neruda (Recensione Libro)

Nel fluire ininterrotto e bizzarro dei ricordi, si riaffacciano sulla scena della memoria le donne amate, contadini e operai, grandi protagonisti del secolo breve: Gandhi, Nehru, Stalin, Castro, il Che e le tante città della sua «residencia en la tierra». Neruda è un osservatore sottile, spiritoso, qualche volta fazioso. E mentre descrive persone e luoghi ci racconta i suoi libri, il lavorio poetico che accompagna ogni momento della sua vita. Confesso che ho vissuto è l’affascinante autobiografia di un uomo che ha calcato il palcoscenico della storia e dell’arte, ma che ha anche «vissuto» nelle pieghe contraddittorie delle relazioni amorose, dei contrasti tra amici, negli interstizi umorali delle cose.

Un anno esatto prima della scomparsa il premio Nobel per la Letteratura Pablo Neruda cominciò la redazione definitiva delle sue memorie, che furono pubblicate postume con il “Confesso che ho vissuto”. Composto da dodici quaderni, ciascuno dei quali si riferisce a importanti momenti della vita del poeta, il libro è scritto in una prosa nervosa che procede per sprazzi e illuminazioni, nelle quali il dato vissuto e il ricordo finiscono per sostanziarsi in immagini magiche, cariche di significati simbolici.

Pablo Neruda muore il 23 settembre del 1973, appena dodici giorni dopo il golpe di Pinochet e l’assassinio del presidente Salvador Allende; un anno prima il poeta iniziava il riordino delle sue memorie, pubblicate postume, nel 1974, in un’unica opera divisa in dodici quaderni, dal titolo “Confesso che ho vissuto”.
Titolo pienamente azzeccato, il lettore infatti ripercorre i ricordi di un uomo che ha davvero amato e vissuto la vita intensamente, da giovane e timido studente, Neruda diventa poeta e intellettuale di spicco, viaggia, conosce personaggi illustri, s’innamora del mondo e delle speranze che esso contiene, ha fede nell’ animo umano e nelle sue possibilità ma è anche un acuto e ironico osservatore della realtà, spesso spietata, che lo circonda.
Il lettore viaggia tra frammenti che raccontano l’esistenza emozionante di un uomo che si dimostra il perfetto custode di un mondo lontano, perduto, un mondo di speranze, di lotte e di tumulti intellettuali, rivelando a pieno l’amore per il suo paese, per la sua gente, per la cultura e la civiltà, l’amore per l’amore, per la vita.
Il libro è un grande dipinto del novecento, guardato con gli occhi e col cuore di uno dei più importanti intellettuali del secolo.
È pura poesia in prosa!

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