da LIBRETTO DI TRANSITO – Franca Mancinelli #Poesia

Ecco il fiume che mi allarga lo sguardo, che mi attraversa
la fronte. Lo aspetto ogni volta. So quando arriva dal di-
verso rumore che fanno le rotaie del ponte. Accanto al sedi-
le una piccola valigia. L’ho preparata sapendo di andare.
Sospendo un attimo i gesti che piegavano e riponevano,
ho deglutito il sapore. Così fanno gli adulti,
nascondono per proseguire.

*

Indosso e calzo ogni mattina forzando, come avessi
sempre un altro numero, un’altra taglia. Cresco ancora
nel buoio, come una pianta che beve dal nero della terra.
Per vestirsi bisogna perdere i rami allungati nel sonno,
le foglie più tenere aperte. Puoi sentirle cadere a un trat-
to come per un inverno improvviso. Nello stesso istante
perdi anche la coda e le ali che avevi. Da qualche parte
del corpo lo senti. Non sanguini, è una privazione a cui
ti hanno abituato. Non resta che cercare il tuo abito.
Scivolare come un raggio, fino al calare della luce.

*

Nel tuo petto c’è una piccola fglia. Quando lo stringo
o vi poso la testa c’è questo soffio d’aria. Ha l’umidità
dei boschi e l’odore della terra. Le montagne vicine con
i loro torrenti gelati. Da quando l’ho sentito non posso
fare a meno di riconoscerlo. Anche quando, uno dopo
l’altro, nella tua voce passano uccelli d’alta quota, se-
gnando una rotta nel cielo limpido.
La faglia è in te, si allarga. Un soffio di freddo ti attra-
vers le costole e ti sta scomponendo. Non hai più un
orecchio . Il tuo collo è svanito. Tra una spalla e l’altra si
apre un buoio popolato di fremiti, di richiami da ramo a
ramo, su un pendio scosceso a dirotto, non attraversato
da passi umani.

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