DEDALUS – James Joyce (Recensione Libro)

Uscita nel 1916, quest’opera di Joyce è il risultato di dodici anni di labor limae: già nel 1904 il nucleo centrale del Ritratto dell’artista da giovane era completo. Questo, infatti,  è il vero titolo dell’opera, mentre Dedalus è un’ invenzione del tutto italiana, che dobbiamo al suo primo traduttore, il celebre Cesare Pavese.

Il Ritratto, primo grande romanzo di Joyce, è incentrato sulla ricerca di sé, di certo uno dei cardini della letteratura del tempo, ma trattato dall’autore con quei modi e quello stile a lui peculiari, i quali lo renderanno padre del modernismo e punto di riferimento (o di confronto e contrasto) per gran parte dei romanzieri del secolo scorso.

Il protagonista, Stephen Dedalus, dà voce alle ambizioni e ai turbamenti di un giovane Joyce, dagli anni sereni della fanciullezza, all’insegna di una rigida educazione religiosa e di una fede sincera, alle inquietudini tipiche di un adolescente per nulla incline al conformismo e poco a suo agio in un ambiente chiuso e opprimente come quello di Dublino – città natale di Joyce, verso cui provò sempre sentimenti contrastanti.

Lo scrittore delinea un ritratto vivido dell’Irlanda contemporanea, divisa al suo interno da correnti indipendentiste e da una certa insofferenza verso la chiesa cattolica, il cui ruolo è centrale soprattutto nell’educazione della futura classe dirigente del Paese. Dedalus, come Joyce, cresce infatti nel prestigioso Conglowes College, gestito da gesuiti; man mano che nasce in lui l’esigenza di liberarsi dai vincoli religiosi e morali, emergono tutte le ambiguità del piccolo universo in cui è costretto a vivere. Così Stephen, sentendosi in gabbia, si allontana progressivamente da quell’ambiente, dagli amici di sempre, dalla famiglia, per seguire i propri istinti: sessuali prima, artistici poi. 

Nulla è lasciato al caso: il cognome Dedalus richiama la figura mitica dell’architetto e inventore greco che fu rinchiuso con il figlio Icaro nel labirinto da lui stesso progettato. Ci sono alcune affinità tra Icaro e il protagonista-autore, prima fra tutte un desiderio di ribellione così forte da essere potenzialmente pericoloso.

Il nome Stephen è invece riferito a Santo Stefano, il primo martire cristiano, che denunciò la sua stessa comunità per non aver compreso il messaggio di Gesù: rappresenta il conflitto con la religione, come Dedalo rappresenta i contrasti con la famiglia.

Il Ritratto dell’artista da giovane, dunque, è molto più di un romanzo di formazione: è la testimonianza sofferta di una profonda ricerca intellettuale che presenta, ad ogni pagina, la violenza e la raffinatezza di una scrittura maestosa ed evocativa come quella di Joyce, che si fa sempre più complessa capitolo dopo capitolo.


*FONTE: https://blogletteralmente.wordpress.com/2015/09/23/dedalus/

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