D’UN PEZZO DI PANE E DI UNA DONNA – Da “Come divenni romanziere” di Maksim Gorkij

Maksim_GorkijE ad un tratto si animò, domandandomi:
Tu conosci la fiaba del “Cattivo anitroccolo”? L’hai letta?

La sua faccia si alterò; cominciò a parlare con ira; mi sorprendeva con le sue alterazioni innaturali la sua voce un po’ rauca che, salendo, si faceva stridula.

Questa fiaba seduce! Alla tua età anche io ho creduto di essere un cigno. Ed ecco… Dovevo entrare nel seminario e invece entrai all’Università. Mio padre mi rinnegò. Ho studiato a Parigi la storia delle sventure del genere umano, la storia del progresso. Ho scritto, sì. Oh, oh, come tutto questo…

Sobbalzò sulla sedia, rimase in ascolto, poi mi disse:
L’idea del progresso è stata inventata da noi per il nostro conforto! La vita non è ragionevole, è priva di senso. Senza la schiavitù non c’è progresso, senza l’obbedienza della maggioranza alla minoranza, l’umanità si fermerebbe nel suo cammino. Desiderando di facilitre la nostra vita, il nostro lavoro, noi lo complichiamo e nient’altro, aumentiamo la fatica. Possedere fabbriche e macchine per fare ancora e sempre altre macchine, è cosa sciocca. Il numero degli operai aumenta sempre più, ma soltanto il contadino è necessario, il cntadino che è il produttore del grano. Il grano è tutto ciò che bisogna prendere col lavoro alla natura. Quanto meno occorre all’uomo, tanto più è felice; quanto più numerosi sono i desideri, tanto minore è la libertà.

Forse non furono queste le parole, ma appunto queste le idee che udii, allora per la prima volta, e per di più, espresse in maniera così recisa, così nuda. L’uomo, per l’eccitazione, alzava la voce che si faceva stridula; ma poi fermava paurosamente lo sguardo sulla porta aperta verso le camere interne, ascoltava per un minuto il silenzio, e di nuovo bisbigliava quasi con frenesia.

Comprendi, ognuno ha bisogno di poco: d’un pezzo di pane e di una donna…

*Da “Come divenni romanziere” di MAKSIM GORKIJ

—> MAKSIM GORKIJ – Biografia

Lascia un commento