E se tutti siamo Alcuno, non esiste alcuno di noi. – Octavio Paz (Il labirinto della solitudine)

Non soltanto dissimuliamo noi stessi e ci rendiamo diafani come fantasmi; dissimuliamo pure l’esistenza dei nostri simili. Non voglio dire che li ignoriamo o li cancelliamo, azioni deliberate e superbe. Li dissimuliamo in modo più definitivo e radicale: li nessunizziamo. La nessunizzazione è un’operazione che consiste di fare di Qualcuno (Alguien), Alcuno (Ninguno). Il nulla improvvisamente si individualizza, si fa corpo e occhi, si fa Alcuno.

Don Nessuno (Nadie), padre spagnolo di Alcuno, possiede titolo, ventre, reputazione, conto in banca e parla con voce forte e sicura. Don Nessuno riempie il mondo della sua vuota e schiamazzante presenza. È ovunque e ha amici ovunque. È banchiere, ambasciatore, imprenditore. Frequenta tutti i salotti, lo ossequiano ovunque nel mondo. Don Nessuno è funzionario o personaggio influente e ha un’aggressiva e arrogante maniera di non essere.
Alcuno è silenzioso e timido, rassegnato. È sensibile e intelligente. Sorride sempre. Spera sempre. E ogni volta che vuole parlare, si scontra con un muro di silenzio; se saluta incontra una schiera glaciale; se supplica, piange o grida, i suoi gesti e le sue grida si perdono nel vuoto che don Nessuno crea col suo vocione. Alcuno non si azzarda a non essere: prova e riprova a essere Qualcuno. In fine, tra gesti vani, si perde nel limbo da cui è sorto.
Sarebbe un errore credere che gli altri gli impediscano di esistere. Semplicemente dissimulano la sua esistenza, agiscono come se non esistesse. Lo nullificano, lo annullano, lo nessunizzano. È inutile che Alcuno parli, pubblichi libri, dipinga quadri, si impegni. Alcuno è l’assenza dei nostri sguardi, la pausa della nostra conversazione, la reticenza del nostro silenzio.
È il nome che dimentichiamo sempre per uno strano destino, l’eterno assente, l’invitato che non invitiamo, il vuoto che non riempiamo. È una omissione. E tuttavia, Alcuno è sempre presente. È il nostro segreto, il nostro delitto e il nostro rimorso.
Per questo anche il Nessunizzatore si nessunizza; è l’omissione di Qualcuno.
E se tutti siamo Alcuno, non esiste alcuno di noi.

*Da Il labirinto della solitudine – Octavio Paz

——> Recensione del libro : Il labirinto della solitudine – Octavio Paz


Lascia un commento