Emancipazione della donna per Vincenzo Consolo

Nei contesti civili, regolati da leggi, l’emancipazione della donna, il riconoscimento dei diritti suoi, della parità sua con gli uomini, con molte lotte e fatica sono stati affermati e legiferati.

E ancora oggi, in questo nostro contesto occidentale, in questo nostro paese, in cui la donna sembra sia stata liberata da una inferiore condizione, che abbia ottenuto il massimo della sua libertà e il riconoscimento dei suoi diritti, oggi, in questo nostro mondo mediatico e spettacolare, la donna ci sembra ulteriormente umiliata con l’uso che se ne fa del suo corpo in una spettacolarizzazione spesso volgare e come strumento pubblicitario a fini consumistici.

Ma restano sempre non riconosciuti i suoi diritti fondamentali come quello negato dal parlamento italiano con la legge sulla fecondazione assistita.

Dove poi dominano fondamentalismi religiosi, teocrazie, di religioni sopratutto monoteiste, si arriva all’orrore del riconoscimento del diritto concesso al marito di poter strupare la moglie. Questa è una legge recentemente approvata dal parlamento afgano.

E dunque la festa della donna dell’8 marzo vorremmo non fosse più una ricorrenza rituale, retorica, con doni e mimose al ‘gentil sesso’, ma fosse sempre il riaffermare la parità fra i due sessi, l’assoluto rispetto dei diritti della donna.

*Dalla prefazione a: Nero Metallicò – di Vincenzo Consolo (2 aprile 2009)


Lascia un commento