EPIFANIA – Andrea Zanzotto (Poesie)

Punge il pino i candori dei colli
e il Piave muscolo di gelo
nei lacci s’agita, nel bosco.
Ecco il mirifico disegno
la lucente ferma provvidenza
la facondia che esprime
e riannoda e sfila
echi, gemme, correnti.
Tra voi parvenze e valli appena
sollecitate dal soffio del claxon,
mormorate dall’alba,
valgo come la foglia che riposa
col vivo cardo col bozzolo e l’oro,
valgo l’onda minuscola
che fu tua sete scoiattolo un giorno,
valgo oltre il dubbio oltre l’inverno
che s’attarda celeste ai tuoi balconi,
valgo più che il tuo stesso
venir meno con la neve
che il motore per sempre, fuggendo
dietro al sole, tralascia.

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