‘Essere un puro artista, ecco ciò che importa’ – da La notte della Cometa di Sebastiano Vassalli

Sola, nell’abisso del cielo, la Cometa di Halley continua instancabile a tessere le sue orbite fin quasi ai limiti stessi dello spazio e del tempo.

Dicono i libri degli astronomi che questa Cometa attraversa il sistema solare ogni 76 anni, che riapparirà nel 1986 : ed io mi sono persuaso che nella complicata armonia dell’Universo ci sia un segreto rapporto tra la Cometa di Halley (« Qual ponte, muti chiedemmo, qual ponte abbiamo noi gettato sull’infinito, che tutto ci appare ombra di eternità ? ») e la poesia degli umani ; che ad ogni passaggio della stella corrisponda il passaggio di un poeta. Un poeta ogni 76 anni… Non particolarmente grande, né famoso, né tenuto in seria considerazione. Un ragazzo (boy), un ‘primitivo’ che attraversa il mondo senza trovare i suoi contemporanei e viene fatto a pezzi dalle persone che più gli sono vicine : i familiari, i conoscenti, i presunti colleghi.

« They were all torn/and cover’d with/the boy’s/blood ».

Certo, Papini ha ragione. Dino Campana, misurato col suo metro, non è un autentico e grande poeta. Ma c’è una frase nel manoscritto ritrovato nell’armadio di Soffici (stava lì da sessant’anni, non s’era mai mosso) con cui Dino gli risponde, gli dice : Essere un grande artista non significa nulla : essere un puro artista ecco ciò che importa.

Questa frase, in epigrafe al libro, racchiude in sé ‘La vita di Leopardi nel suo significato ‘ e racchiude anche la vita di Dino Campana, di cui lascia intendere il pensiero sulla grandezza dei poeti. Il grande poeta, dice Dino, è un uomo che vive tutt’intero nel suo presente e lì finisce : come Papini o D’annunzio. Non ha contemporanei sparpagliati in tutte le epoche, non ha dialogo con chi già è passato e con chi ancora deve nascere. La sua ombra non è ombra id eternità. È un uomo, in fondo, normale ; uno che diventa grande poeta come un altro diventa grande direttore dell cassa di Risparmio, con un poco di applicazione, un poco di talento ed un poco di circostanze favorevoli. Di questi grandi poeti, impiegati solleciti del loro Tempo, del loro Principe, del loro Editore, sono piene le epoche e i libri.

Ma nel pensiero di Dino c’è un futuro in cui l’umanità avrà finalmente capito che la poesia può giovarle soltanto a una condizione : d’essere fuori del tempo e dei suoi traffici. Un ponte sull’infinito, un messaggio lasciato a chi non c’è da chi non torna più indietro…

*Da La notte della Cometa, Sebastiano Vassalli 

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