FALSE PARTENZE – Raffaele La Capria #LeggiUnLibro

Nel nostro paese non sono frequenti le autobiografie letterarie; forse è considerato sconveniente parlare di se stessi e delle proprie esperienze tra i libri e gli avvenimenti che ci hanno formati; forse l’esame di coscienza che questo tipo di autobiografia quasi sempre comporta non è d’uso da noi praticarlo.

Eppure solo così si può recare testimonianza individuale del tempo che abbiamo attraversato. Il fatto che sia io stesso a farlo, in prima persona, o tramite Candido, dovrebbe essere considerato – come scrive Isherwood – “di secondaria importanza”.

E proprio ispirandomi ai libri autobiografici di Isherwood, di Spendor, di Orwell e di tanti altri scrittori euopei degli anni Trenta – ma anche italiani, come Pintor, Zangrandi, Calvino – ho voluto scrivere le mie “false partenze” nel decennio tra il ’40 e il ’50.

“False” perché, per tante ragioni indipendenti dalla mia volontà, cominciarono col piede sbagliato e in tempi di miseria politica, quando non era facile stabilire il confine tra vero e falso, tra il dato di fatto e la sua deformazione ideologica, tra la ragione politica e la ragione comune o la semplice evidenza. In tempi in cui – come scrive la Arendt – la rimozione della verità dava luogo alla menzogna sistematica, anzi a un vero e proprio mondo fittizio che sostituiva quello reale. E ciò che rendeva impossibile la stessa libertà umana.

Ho scelto come protagonista di questa frammentaria autobiografia intellettuale un giovane, Candido non solo di nome, cui ho delegato il compito di rappresentare i miei sentimenti, i miei stati d’animo e la mia “perenne perplessità” nei confronti degli avvenimenti, e insieme le generose e spesso ingenue illusioni di molti altri giovani della mia età che, quando non erano affetti da disturbo ideologico o da “turbamento teoretico del cuore”, si mostravano altrettanto confusi e perplessi nell’accettare la compatibilità tra menzogne e politica.

——-> ALTRO DI: Raffaele La Capria


*FONTE: https://www.anobii.com

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