GOLIARDA SAPIENZA #Biografia

Fu figlia dell’avvocato socialista Giuseppe Sapienza e della sindacalista Maria Giudice, la prima dirigente donna della Camera del Lavoro di Torino. La futura scrittrice crebbe, per volere dei genitori, in un clima di assoluta libertà da vincoli sociali: il padre ritenne opportuno non farle nemmeno frequentare la scuola, per evitare che la figlia fosse soggetta a imposizioni e influenze fasciste.

A sedici anni si iscrisse all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma, dove si era trasferita nel frattempo la sua famiglia. Per un periodo intraprese anche la carriera di attrice teatrale, distinguendosi in ruoli di protagoniste pirandelliane. Lavorò saltuariamente anche nel cinema, spinta inizialmente da Alessandro Blasetti ma in seguito si limitò a piccole apparizioni da figurante, spesso non accreditate, come in Senso di Luchino Visconti. Si legò sentimentalmente al regista Citto Maselli, ma sposò poi, anni dopo, lo scrittore e attore Angelo Pellegrino.

Negli ultimi anni della sua vita fu docente di recitazione presso il Centro sperimentale di cinematografia di Roma.

Lasciò la carriera di attrice per dedicarsi alla scrittura. Il suo primo romanzo fu Lettera aperta (1967), che raccontava l’infanzia catanese, seguito da Il filo di mezzogiorno (1969) resoconto della terapia psicanalitica con il medico messinese Ignazio Majore.

Nel 1980 finì tuttavia in carcere, dove fu detenuta per tre mesi, per un furto di oggetti in casa di un’amica. Atto fatto per poter entrare in carcere e vivere questa realtà, per lei fondamentale per conoscere il ‘suo’ popolo. Sempre in carcere, ma anche successivamente, continuò l’opera di scrittrice pubblicando però molto poco, fatta eccezione per alcune sue opere come L’università di Rebibbia e Le certezze del dubbio, pubblicato grazie all’incontro con il conterraneo poeta ed editore Beppe Costa, che si batté a lungo per lei: tentò senza successo di farle assegnare il vitalizio della Legge Bacchelli, né riuscì a ottenere la ristampa delle sue opere. Sapienza riuscì comunque a pubblicare, con la sua casa editrice Pellicanolibri, Le certezze del dubbio, 1987, e fu premiata successivamente in occasione del Premio Casalotti 1994.

Il suo romanzo più celebre, L’arte della gioia, fu pubblicato postumo per intero da Stampa Alternativa nel 1998, a cura di Angelo Maria Pellegrino. Soltanto la prima delle quattro parti che lo compongono fu data alle stampe durante la vita dell’autrice, nel 1994, nella collana Millelirepiù diretta da Marcello Baraghini, il romanzo fu ripubblicato da Einaudi nel 2008. La stessa casa editrice ha pubblicato successivamente i volumi Io, Jean Gabin (2010), Appuntamento a Positano (2015) e una selezione di pensieri tratti dai diari della scrittrice, raccolti nei volumi Il vizio di parlare a me stessa (2011) e La mia parte di gioia (2013). Nell’ottobre 2020 a lei è stata dedicata la Biblioteca delle donne Goliarda Sapienza del quartiere La Montagnola di Roma A lei sono intitolate vie e piazze a Catania (sua città natale),a Palermo e a Gaeta.

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