GONTARD – Il Caos del Mondo

“La canzone francese fa le fusa. In questi tempi difficili, però, pochi artisti dicono qualcosa. Gontard è un’eccezione, con alcuni anticonformisti come Bruit Noir o Michel Cloup, la sorta di figli illegittimi di Léo Ferré. Gontard è uno di quegli artisti che non passano alla radio, commerciali o sovvenzionate, e che non si vedono ai festival di canzone. E’ normale, è inquietante. Un esempio? Il suo ultimo disco, il 2029, è un concept album sulla sua città, nota per le scarpe e i ravioli, ribattezzata Gontard-sur-Misère. In essa descrive la vita di oggi, quella delle brutte rotatorie, delle zone industriali, del liberalismo disumano, del linguaggio novecentesco, delle élite arriviste e corrotte. Tutto questo in un discorso cantato senza sosta, steso su un illusorio tappeto musicale, come piacevole e melodioso, per un risultato che è allo stesso tempo commovente, divertente, mordente e rinfrescante.
Come se non si potessero più cantare belle melodie per evocare il mondo di oggi. Si può ancora parlare di canzoni? È Rock? E’ rap? La questione, alla fine, ha poca importanza. La canzone francese non esiste più. Chi canta non ha più niente da dire. Chi ha qualcosa da dire non canta più. Si parla, si discute.

In attesa del suo nuovo album, Gontard ha pubblicato un nuovo singolo a due tracce per il Disquaire Day, che ancora una volta è stato sorprendente. “Noyé”, altamente scorretto e misantropo: “Non ho un cane, non ho un gatto / Non ho un’amante, non ho amici d’infanzia / Non ho una pianta verde, non ho un padrone / Non ho un capo, non ho sogni di una jacuzzi o di un salto con il paracadute / Non ho vacanze, non ho una coscienza ecologica / Non ho orari per fare l’amore.
“E “Le Sismographe”, un duetto con La Féline, che ha appena pubblicato un bellissimo album, Vie Future.

Gontard in Internet: gontard.bandcamp.com

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