I CAVALIERI DI MALTA (Cavalieri Ospitalieri) – Tradizioni

Quella dei Cavalieri Ospitalieri, nati come Cavalieri dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, quindi conosciuti come Cavalieri di Cipro, poi come Cavalieri di Rodi e in seguito come Cavalieri di Malta, è una tradizione che inizia come ordine ospedaliero intorno alla prima metà dell’XI secolo a Gerusalemme.

In seguito alla prima crociata divenne un ordine religioso cavalleresco cristiano dotato di un proprio statuto, secondo il costume del tempo. Quindi, nel 1113 Papa Pasquale II lo rese autonomo e sovrano con il protettorato della Santa Sede (Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme).

Se fino ad allora l’Ordine seguiva la Regola benedettina, piano piano iniziò ad osservare quella agostiniana. Infine, col maestro Raymond du Puy de Provence, l’Ordine si diede una regola propria, ispirata sempre a quella agostiniana.

Sin dalle proprie origini, i benedettini dell’hospitale di San Giovanni l’Elemosiniere in Gerusalemme (1023-25) assistevano ed ospitavano quanti bussavano al loro convento, successivamente, a causa delle continue scorrerie dei predoni che depredavano i pellegrini, i monaci li difesero usando anche le armi. Quindi, dopo la prima crociata, fu affidata ufficialmente all’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, la cura e la difesa dei pellegrini diretti in Terra santa. Successivamente, dopo la perdita dei territori cristiani in Terra santa, l’Ordine si rifugiò brevemente a Cipro (1291) e poi a Rodi (1309), su cui estese la propria sovranità, e successivamente a Malta (1530) con lo stato di vassallo del re di Sicilia. Già a Rodi la sovranità internazionale e l’indipendenza dell’Ordine crebbero ancora, così come la flotta navale divenne ancor più temibile. Per tutto il XIV secolo l’Ordine si suddivise in Gran Priorati, Baliaggi e Commende in base alla lingua parlata dai cavalieri. Inizialmente le lingue erano quelle parlate in sette territori: Francia, Italia, Germania, Provenza, Alvernia e Aragona (Navarra). Nel 1492 venne costituita l’ottava lingua, ovvero quella di Castiglia e Portogallo.

In seguito alla perdita di Malta per mano di Napoleone (1798) l’Ordine continuò la propria esistenza in Russia (1798), dove con oltre 400 Cavalieri e Dignitari esiliati da Malta e postisi sotto la protezione dello zar Paolo I, dopo la destituzione-abdicazione di Ferdinand von Hompesch zu Bolheim, regolarmente elessero appunto lo zar quale Gran Maestro dell’Ordine, con i membri del Gran Priorato di Russia e dei delegati dei principali Priorati di Europa. Dalla perdita dell’isola, la storia degli Ospitalieri del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme si divise in diversi momenti, luoghi e vicissitudini.

Il Sovrano militare ordine di Malta (SMOM), Ordine religioso Cattolico di sub collazione Vaticana, di Diritto Canonico (Tribunale Cardinalizio, sentenza 24.1.53; pubb.: “Acta Apostolicae Sedis” n. 15 del 30.11.1953) è quella branca dell’organizzazione dell’Ordine, rifondato nel 1803 da Papa Pio VII, più rappresentativa, grazie al posto di “osservatore” alle Nazioni Unite. Ha un suo governo e alcune prerogative di Stato autonomo, pur “senza territorio”. È presente in oltre 110 paesi e, abbandonato l’impegno militare, realizza iniziative a carattere benefico e assistenziale.

Sono però presenti anche altri eredi dell’antico Ordine, quelli di fede protestante o anglicana, come il Venerabile Ordine di San Giovanni, con sede a Londra e l’Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo, già sotto protezione degli Hohenzollern, quelli di Svezia e dei Paesi Bassi. E’ stato anche riconosciuto legittimo, quale ordine cavalleresco erede della tradizione gerusolimitana (in virtù di numerose sentenze Internazionali dal 1899 ai nostri giorni), il “Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme”, *World Confederation*. La caratteristica principale di questa vena dei cavalieri ospitalieri, laici, è quella che la maggior parte degli aderenti sono di fede Cattolica, ma aperti al Dialogo inter Religioso, quindi con membri di fede Ebraica, Mussulmana, Buddista, ed altre.

Il Muristan (in ebraico םוריסטן, dal persiano بیمارستان, bimaristan, “ospedale”, o تيمارِسْتان, timaristan, manicomio)[1] è una grande area quadrata di strade, piazze, negozi e laboratori di artigianato nel quartiere cristiano della Città Vecchia di Gerusalemme.

La prima menzione storica del Muristan si ha nel 600 all’abate Probus fu commissionata da papa Gregorio I la costruzione di un ospitale a Gerusalemme per avere cura dei pellegrini cristiani in Terra santa. Nel IX secolo Carlo Magno, imperatore del Sacro Romano Impero, ingrandì l’ostello di Probus e vi aggiunse una biblioteca. Circa due secoli dopo, nel 1005, l’Imām fatimide al-Hākim distrusse l’ostello assieme con altri tremila edifici. Fece portare ai cristiani, appese al collo, delle croci di legno, lunghe circa un metro e larghe mezzo. Malgrado ai cristiani non fosse permesso di acquistare schiavi, maschi o femmine, e godessero di pochi privilegi, ad essi era concesso di usare i cavalli a condizione che essi cavalcassero con la sella di legno e finimenti disadorni.

Guglielmo di Tiro vissuto alla fine del XII secolo nella sua opera Historia rerum in partibus transmarinis gestarumriferisce che nel 1023 dei mercanti da Amalfi e Salerno ebbero il permesso dall’Imām fatimide d’Egitto al-Zāhir (reg.1021-1036) di ricostruire l’ospizio a Gerusalemme, che fu edificato sul luogo del monastero di san Giovanni l’Elemosiniere e serviva i pellegrini cristiani che viaggiavano per visitare i paesi e i luoghi dove Gesù era nato, vissuto, morto, risorto e asceso al cielo. Egli riferisce che questa struttura era servita da monaci benedettini e che fu il primo nucleo della struttura in seguito divenuta dei Cavalieri Ospitalieri.

Molte critiche però sono state levate degli studiosi sull’opera di Gugliemo di Tiro per il tono degli scritti considerato distorto ed eccessivo. Per quanto riguarda gli Ospitalieri poi egli è sempre molto critico e spesso le notizie da lui riportate si sono rivelate infondate. Per tale motivo la sua opera, che oltretutto è stata scritta circa 80 anni dopo la fondazione degli Ospitalieri è da prendere con le dovute cautele.

Ciò che appare inconfutabile è che l’Ordine Ospitaliero fu fondato dal Beato Gerardo de Saxo in seguito alla prima crociata e il cui ruolo di fondatore fu confermato dalla bolla papale “Pie Postulatio Voluntatis” di papa Pasquale II del 15 febbraio 1113. Oltre questo esistono una decina di documenti coevi in cui è nominato Gerardo che acquisì terre e rendite per il suo Ordine per tutto il Regno di Gerusalemme e anche in Europa.

Si è molto discusso sull’origine del Beato Gerardo Sasso, ritenuto da alcuni francese e da altri amalfitano, più precisamente proveniente dal borgo di Scalaattualmente detta “Del Monastero” dov’era in antichità il seggio dei nobili[3]. Nonostante la vastissima letteratura in merito però non esistono documenti coevi che testimonino in modo inequivocabile l’origine del Beato Gerardo.

Il suo successore Raymond du Puy de Provence istituì il primo ospizio degli Ospitalieri nei pressi della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il gruppo inizialmente si prendeva cura solo dei pellegrini giunti a Gerusalemme, ma presto l’ordine estese i suoi servizi alla scorta armata ai pellegrini. La scorta in breve crebbe fino a diventare una sostanziosa forza armata.


Assieme ai Cavalieri Templari, formatisi poco dopo nel 1119, gli Ospitalieri divennero uno dei più potenti gruppi cristiani nell’area. L’Ordine cominciò a distinguersi in battaglia contro i musulmani e i suoi soldati indossavano una sopravveste nera con una croce bianca. Dalla metà del XII secolo l’ordine era nettamente diviso tra membri militari e coloro che prestavano assistenza ai malati. Era ancora un ordine religioso e godeva di privilegi funzionali concessi dal papato, tra i quali l’indipendenza da ogni autorità che non fosse quella del papa stesso, l’esenzione dai tributi e la concessione di edifici religiosi.

Molte delle fortificazioni più importanti in Terrasanta erano opera dei Templari o degli Ospitalieri: nel Regno di Gerusalemme gli Ospitalieri tenevano sette grandi forti e altri 140 possedimenti nell’area. I due maggiori, le loro basi nel Regno e nel Principato di Antiochia, erano il Krak dei Cavalieri e Margat, situati il primo in Siria e il secondo nei pressi di Tripoli (oggi in Libano). Le proprietà dell’ordine erano divise in priorati, organizzati in baliati che, a loro volta erano suddivisi in capitanerie.

La forza crescente dell’Islam alla fine costrinse i Cavalieri ad abbandonare i loro possedimenti storici in Gerusalemme. Dopo la caduta del regno di Gerusalemme (Gerusalemme stessa cadde nel 1187) i Cavalieri si trovarono confinati nella Contea di Tripoli e quando anche San Giovanni d’Acri venne catturata, nel 1291, l’Ordine cercò rifugio presso il Regno di Cipro. Trovandosi progressivamente coinvolti nella politica di questo regno, il loro Gran Maestro Guillaume de Villaret ideò un piano per conquistare un proprio dominio temporale e scelse Rodi come nuova patria dell’Ordine. Fu il suo successore Folco di Villaret a realizzare questo programma e il 15 agosto 1309, dopo una campagna durata due anni, l’isola di Rodi fu riscattata dai Cavalieri, che ottennero anche il controllo di diverse isole limitrofe e quello dei porti anatolici di Bodrum e Castelrosso.

Nel 1314, l’ordine dei Cavalieri Templari fu sciolto e la gran parte delle sue proprietà venne conferita ai Cavalieri Ospitalieri che mantenevano la sovranità a Rodi. I possedimenti templari erano organizzati in otto Lingue (Alvernia, Aragona, Castiglia, Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Provenza). Il priore inglese all’epoca era Philip Thame, che acquisì i possedimenti allocati alla lingua inglese tra il 1330 e il 1358. Una volta a Rodi, e ormai noti come i Cavalieri di Rodi, essi furono obbligati a sviluppare soprattutto il lato militare della propria attività, impegnandosi soprattutto contro i corsari berberi. Gli Ospitalieri, nel corso del Quindicesimo secolo, si opposero vittoriosamente a due tentativi d’invasione: uno del 1440 ad opera del sultano mamelucco d’Egitto, il secondo ad opera del sultano ottomano Maometto II nel 1480 che, dopo la caduta di Costantinopoli, vedeva nei Cavalieri del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemmeuno dei suoi nemici principali.

Durante l’assedio di Rodi del 1522 comunque gli Ospitalieri dovettero affrontare un tipo di esercito completamente diverso, quando 400 navi sotto il comando di Solimano il Magnifico sbarcarono sull’isola 200.000 uomini. Per fronteggiare questo esercito i Cavalieri avevano meno di 7.000 uomini e la protezione offerta dalle mura della città. L’assedio durò sei mesi, alla fine dei quali ai sopravvissuti fu concesso di abbandonare Rodi, con l’onore delle armi.

Dopo la perdita di Rodi i Cavalieri e circa 3.000 rodioti che non erano voluti soggiacere ai mussulmani posero le loro navi a Civitavecchia. Il papa, dietro richiesta del Gran Maestro, diede loro la città di Viterbo dove i Cavalieri soggiornarono fino al 1530. Furono questi anni molto importanti per la città della Tuscia che, proprio per la presenza dei Cavalieri, nel 1527 fu risparmiata dai Lanzichenecchi che misero a ferro e fuoco l’Italia Centrale concludendo le loro scorribande con il sacco di Roma.

Dopo sette anni di spostamenti della loro sede principale, da un luogo all’altro in Europa, i Cavalieri si insediarono quindi a Malta nel 1530 per iniziativa di papa Clemente VII e dell’imperatore Carlo V, con il consenso del loro feudatario il Re di Sicilia (che a quell’epoca era poi lo stesso imperatore Carlo V). Il tributo annuale di vassallaggio per l’isola di Malta era un singolo falcone maltese, che essi dovevano dare nel giorno di Ognissanti al Viceré di Sicilia, che faceva le funzioni di rappresentanza del re (questo fatto storico fu utilizzato per la trama del famoso romanzo di Dashiell Hammett, Il falcone maltese). I Cavalieri possedevano in questo periodo ancora la città di Tripoli, l’attuale capitale della Libia, detta Tripoli di Berberia per distinguerla dall’altra Tripoli, detta di Siria, nell’attuale Libano. Questa città venne loro tolta da Dragut nel 1551.

Per il possesso dell’arcipelago maltese, i Cavalieri Ospitalieri vennero dunque soprannominati Cavalieri di Malta e continuarono la loro azione contro la guerra di corsa musulmana, combattendo con la loro flotta i corsari provenienti dal Nordafrica berbero. Malgrado avessero a disposizione solo poche navi, erano degli esperti navigatori e causarono non poche noie alle navi ottomane, attirando nuovamente le ire degli Ottomani, che non erano affatto felici di vedere l’Ordine ristabilito. Di conseguenza essi riunirono un’altra grossa forza militare con lo scopo di eliminare i Cavalieri da Malta e nel 1565 invasero l’isola, dando inizio al grande assedio di Malta.

L’assedio durò circa quattro mesi, durante i quali i Turchi espugnarono una dopo l’altra le posizioni dei Cavalieri, pagando tuttavia un prezzo altissimo per ogni conquista; nella battaglia trovò la morte anche il comandante turco, il famoso corsaro Dragut. Infine il 6 settembre, quando ormai i difensori di Malta erano ridotti a circa 600 (da 9.000 che erano inizialmente, di cui 700 Cavalieri), arrivò in loro aiuto la flotta spagnola partita dalla Sicilia. Anche gli Ottomani erano ormai così provati che si ritirarono quasi senza combattere: avevano perso circa 30.000 uomini.

L’assedio è vividamente ritratto nell’affresco di Matteo Pérez nella Sala di San Michele e San Giorgio, nota anche come la Stanza del Trono, nel Palazzo del Gran Maestro, nella città della Valletta. Quattro dei modelli originali, dipinti ad olio da Perez d’Aleccio tra il 1576 e il 1581, si trovano nella Stanza Cubica della casa della regina, a Greenwich (Londra).

Dopo l’assedio fu necessario costruire una nuova città: l’attuale città de La Valletta, così chiamata in memoria del valoroso gran maestro Jean de la Valetteche aveva organizzato e diretto la difesa. In essa, continuando la tradizione assistenziale dell’Ordine, fu costruito anche quello che era allora il più grande e moderno ospedale d’Europa, dove cristiani, musulmani ed ebrei venivano curati insieme senza distinzione.

Le proprietà dell’Ordine in Inghilterra erano state confiscate da re Enrico VIII a causa di una disputa con il papato sul mancato annullamento del suo matrimonio con Caterina di Aragona, che alla fine portò alla chiusura dei monasteri. Anche se formalmente non erano stati soppressi, questo causò la fine delle attività della Lingua Inglese. Alcuni Cavalieri scozzesi rimasero in comunione con la Lingua Francese dell’Ordine. Nel 1831, un nuovo British Order venne fondato dai Cavalieri francesi e divenne noto come il Molto Venerabile ordine di San Giovanni di Gerusalemme nel Regno Britannico. Ricevette un accredito reale (Royal Charter) dalla regina Vittoria nel 1888 e si diffuse nel Regno Unito, nel British Commonwealth, e negli Stati Uniti. Comunque, il Molto Venerabile Ordine di San Giovanni di Gerusalemme riconobbe il Sovrano Ordine Militare di Malta soltanto nel 1963. Le ben note attività dell’Ordine si basano attorno all’Ambulanza di San Giovanni.

In seguito alla riforma protestante, la maggior parte dei capitoli tedeschi proclamò la propria fedeltà all’Ordine pur accettando la teologia protestante. L’Ordine permane sino ai nostri giorni, con il nome di Balley Brandenburg des Ritterlichen Ordens Sankt Johannis vom Spital zu Jerusalem (i.e. Baliato di Brandeburgo dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni dell’Ospedale di Gerusalemme) e ha sviluppato una crescente indipendenza dalla Casa Madre cattolica dell’Ordine. Il ramo protestante dell’Ordine si è diffuso anche in altri paesi protestanti (Paesi Bassi e Svezia), con presenza anche in qualche paese a maggioranza cattolica (Ungheria e Austria).

Il ramo olandese e quello svedese sono divenuti indipendenti nel XX secolo con le denominazioni di Ordine di San Giovanni del Baliaggio dei Paesi Bassi e Ordine di San Giovanni del baliaggio di Svezia.

Anche queste ramificazioni dal 1961 fanno parte dell’ Alleanza degli Ordini di San Giovanni di Gerusalemme.

Nel 1571 i cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, da Malta, parteciparono alla grande battaglia di Lepanto, al fianco di austriaci, spagnoli, genovesi, veneziani e pontifici contro la flotta ottomana, sotto il comando di don Giovanni d’Austria, figlio naturale dell’imperatore Carlo V. Gli Ottomani erano inferiori nel numero di cannoni, nella capacità di manovra e nella velocità, e alla fine della giornata la quasi totalità della loro flotta era distrutta o catturata. Le navi maltesi erano schierate all’ala destra: la loro ammiraglia fu abbordata da più navi nemiche, ma l’equipaggio si difese con tale energia che, quando infine le altre navi cristiane arrivarono ad aiutarli, trovarono solo un tappeto di cadaveri, tra i quali erano ancora vivi soltanto tre cavalieri, feriti e privi di sensi. L’episodio è riferito anche da Miguel de Cervantes (che combatté a Lepanto) nel Don Chisciotte.

Nel 1607 al Capo di Stato, il Gran Maestro, venne riconosciuto lo status di Reichsfürst (Principe del Sacro Romano Impero) e nel 1630 venne premiato con un grado ecclesiastico pari a quello di un cardinale, con l’unico e ibrido titolo di Sua Altezza Eminentissima, riflettendo entrambe le qualità che lo qualificano come un vero principe della Chiesa. In quegli anni si rifugiò a Malta, per un breve periodo, il pittore Caravaggio, in fuga da Roma dove era ricercato per avere ucciso un uomo durante una rissa; per la sua fama fu ammesso nell’Ordine, ma anche a Malta finì per mettersi nei guai e dovette fuggire di nuovo.

In seguito alla vittoria navale di Lepanto i Cavalieri continuarono ad attaccare i corsari e la loro base divenne un centro per la tratta degli schiavi, dove si vendevano africani catturati e Turchi, riscattando e liberando allo stesso tempo gli schiavi cristiani. Malta rimase un mercato di schiavi fino al XVIII secolo.Servivano non meno di mille schiavi solo per equipaggiare le galee dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme.

Il gruppo perse un gran numero di possedimenti in seguito all’ascesa del Protestantesimo ma sopravvisse a Malta e nelle nazioni cattoliche. Il ramo svedese fu soppresso nel 1527. La proprietà del ramo inglese fu confiscata nel 1540 e l’Ordine rinacque in Inghilterra solo nel 1826 con il nome di Venerabile ordine di San Giovanni. Nel 1550 il ramo olandese divenne protestante. Nel 1577 il balivo tedesco di Brandeburgo divenne Luterano, ma continuò a pagare i propri contributi finanziari all’Ordine, fino a che il ramo prussiano fu convertito in un ordine onorifico dal re di Prussianel 1812. Il Johanniter Orden fu restaurato come Ordine prussiano dei Cavalieri Ospitalieri nel 1852 con il nome di Ordine di San Giovanni del baliaggio di Brandeburgo.

I Cavalieri di Malta fruirono di una forte presenza all’interno della Marina Imperiale Russa e della Marina francese pre-rivoluzionaria. Quando De Poincy venne nominato governatore della colonia francese sull’isola di Saint Kitts nel 1639, era già un importante Cavaliere di San Giovanni e abbigliava il suo seguito di collaboratori con gli emblemi dell’Ordine. La presenza dell’Ordine nei Caraibi venne cancellata dopo la sua morte nel 1660. Acquistò anche l’isola di Saint Croix come suo feudo personale e la dedicò ai Cavalieri di San Giovanni. Nel 1665 St. Croix venne acquistata dalla Compagnia francese delle Indie Occidentali, ponendo fine alle loro attività nei Caraibi.

L’ordine era suddiviso in “Lingue” che costituivano le varie nazioni di appartenenza dei cavalieri. Queste erano quelle di Provenza (Gran Priorato di Saint Gilles), Alvernia, Francia, Italia, Aragona, Alemagna (Gran priorato di Heitersheim), Castiglia, e da 1780 quella di Baviera e Inghilterra. L’isola da feudo imperiale concesso all’Ordine da Carlo V diviene dal 1530 feudo del Regno di Sicilia con l’obbligo di inviare al viceré ogni anno un falcone in segno di omaggio feudale.

Nel 1789 in Francia si scatenò la rivoluzione e il furore anti-aristocratico, obbligando molti cavalieri francesi e nobili a fuggire per salvare le loro vite (fatti simili si sarebbero ripetuti in Russia un secolo dopo). Molte delle tradizionali fonti di sostentamento dell’Ordine provenienti dalla Francia furono perdute per sempre. Aggiungendo al danno la beffa, nel 1792 il Governo francese confiscò i diritti, partecipazioni e proprietà dell’Ordine presenti sul territorio francese.

Nel 1797, a seguito della spartizione della Polonia tra i grandi imperi europei, venne costituito il Priorato di Russia, che assorbì e sostituì il Priorato di Polonia.

La loro roccaforte mediterranea di Malta venne espugnata da Napoleone Bonaparte nel 1798, nel corso della sua spedizione in Egitto. Napoleone chiese di poter rifornire di acqua la propria flotta diretta in Egitto. Il Gran Maestro Ferdinand von Hompesch, impreparato e indeciso, dopo aver tergiversato a lungo acconsentì a patto che non entrassero nel Porto Grande più di quattro navi francesi contemporaneamente. Napoleone si spazientì e prese a pretesto questa bizzarra richiesta per attaccare la rocca e impadronirsene, aiutato in questo anche da alcuni Cavalieri della Bandiera di Francia, già contattati in precedenza da una falsa missione commerciale francese. Al Gran Maestro, che aveva nominalmente solo 1.200 uomini a disposizione per combattere, non rimase altro che la resa, avvenuta il 12 giugno.

Napoleone spogliò l’Ordine di molti dei tesori conservati sull’isola per finanziare la sua spedizione, ma non poté usufruirne poiché la nave che trasportava gran parte del bottino fu affondata meno di due mesi dopo dall’ammiraglio inglese Orazio Nelson alla battaglia del Nilo.

Il Gran Maestro Fra’ Ferdinand von Hompesch si arrese ed i Cavalieri ottennero l’onore delle armi (12 giugno 1798), iniziò quindi un periodo di grande crisi per l’Ordine e l’esilio dei Cavalieri in tutto il mondo, sia presso i Priorati esistenti, che presso regnanti e nobili amici. La maggior parte appunto dei Cavalieri, circa 400 con alti dignitari e buona parte del consiglio magistrale in carica del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, appunto dal 1798 si posero al servizio dello zar Paolo I di Russia, convinti che fosse l’unico a poter contrastare la politica del Bonaparte.

Pochissimi cavalieri dell’Ordine continuarono ad operare in Italia e Spagna e cercarono di intraprendere negoziati con alcuni regnanti europei, senza nessun esito, per il ritorno sull’isola. Lo zar di Russia Paolo I, protettore dell’Ordine, giacché era stato istituito il Gran Priorato Russo dal Gran Maestro Emanuele De Rohan – Polduc (1797) a San Pietroburgo, concesse asilo a tutti i Cavalieri che appunto erano “esiliati” in questa città (circa 400) e questa fu la continuazione del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme che, in terra Russa, ricostituirono il proprio governo, si integrarono nella società del tempo, rappresentando altresì una parte dell’élite all’interno degli Ordini Imperiali russi.

Infatti, i Cavalieri del Gran Priorato Russo con tutti i Priorati europei, deposero il Gran Maestro Ferdinand von Hompesch ed elessero in sua vece lo zar Paolo I; nonostante le riserve iniziali (lo zar era di religione ortodossa) vi fu anche l’approvazione del Papa Pio VI°, che era preoccupato dello strapotere di Napoleone. Conseguentemente, dopo la sua nomina a Gran Maestro avvenuta il 29 novembre 1798, Paolo I cercò di unificare l’operosità e la spiritualità dei Cavalieri sotto la sua guida. Successivamente, su pressione dell’imperatore d’Austria Francesco II, von Hompesch che nel frattempo aveva riparato a Trieste, abdicò, inviando anche una lettera allo zar nella quale chiedeva formalmente la sua protezione per l’Ordine. Durante il suo Magistero, Paolo I concesse ai Cavalieri di Fede Cattolica di esercitare la propria confessione, anzi, nel Palais de Malta a San Pietroburgo, erano presenti le due Chiese: Ortodossa e Cattolica, una di fronte all’altra con i fedeli che convivevano le proprie esperienze. (Tale verità storica, riconosciuta anche dalla Chiesa, contrasta con il saggio “Cavalieri di Malta” di Roger Peyrefitte dove lo storico francese pone una diversa versione adombrando un falso storico, cioè che lo zar, pur di mantenere il Gran Magistero, abbia abiurato la fede ortodossa a favore di quella cattolica, mentre la visione religiosa di Paolo I era ecumenica).

I Cavalieri appartenenti alla Lingua spagnola, dopo la morte del Gran maestro, lo Zar Paolo I, si nominarono un altro Gran Maestro nella persona del Re di Spagna, Carlo IV. Da questa scissione nacque l’Ordine Reale dei cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme che tuttavia nel 1885, con la rinuncia all’esercizio del Gran Magistero di questo Ordine da parte del Re Alfonso XII, rientrò nell’Ordine di Malta con Gran Magistero a Roma. Un altro Ordine di ispirazione melitense era però sorto in Spagna nel 1833, in seguito alla guerra civile che vide contestare l’ascesa al trono da parte della Regina Isabella II, un gruppo di Cavalieri costituì un Ordine autonomo denominato Ordine Reale dei Cavalieri Ospedalieri di San Giovanni Battista i cui statuti furono approvati nel 1876 dal Re Alfonso XII, il quale assunse il titolo di Gran protettore, e poi da papa Leone XIII nel 1880 e che esiste tuttora.

Successivamente l’assassinio di Paolo I nel 1801, il figlio Alessandro I rinunciò ad assumere la carica di gran maestro per la sua profonda religiosità di fede ortodossa, per cui, pur rimanendo protettore dell’Ordine, affidò la guida dello stesso ad un luogotenente. Due anni dopo, S.S. Papa Pio VII°, rifondò la lingua italiana di Fede Cattolica sotto il nome di Sovrano militare ordine di Malta (S.M.O.M.) nominando un nuovo (primo) Gran Maestro cattolico, Giovanni Battista Tommasi, che, nominato a Roma nel 1803, stabilì provvisoriamente la sede dell’Ordine a Messina.

Nei primi anni dell’Ottocento, l’Ordine era stato notevolmente indebolito con il trasferimento di alcuni Luogotenenti nelle Americhe e con l’adesione ad altri Ordini Cavallereschi cui confluivano alcuni Priorati in Europa. Soltanto il 10% dei guadagni dell’Ordine proveniva dalle fonti tradizionali Europee, con il rimanente 90% che proveniva dal Gran Priorato Russo di San Pietroburgo che la Casa Romanov continuò a proteggere poi fino al 1917.

Mentre lo Zar rimaneva autonomo appunto nelle investiture di Russia, da altre parti tali situazioni si riflettevano nel governo dell’Ordine, la cui guida, dopo la morte del gran maestro Tommasi avvenuta nel 1805, era stata degradata al rango di Luogotenente piuttosto che di Gran Maestro. La situazione economica dell’Ordine peggiorò dopo la cessazione della protezione del Priorato di Russia da parte di Alessandro I (che tenne solo il Priorato ortodosso) e la secolarizzazione in Prussia dell’Ordine di San Giovanni del baliaggio di Brandeburgo, che fece venire meno i contributi finanziari versati dall’Ordine prussiano.

Durante il Congresso di Vienna l’Ordine di Malta non fu invitato a partecipare e non furono nemmeno ricevuti i suoi delegati, giacché il “Magistero dell’Ordine” rimaneva in San Pietroburgo. I cavalieri avrebbero voluto fare un tentativo per riavere Malta che però ormai era saldamente nelle mani inglesi, o, in subordine si tentava di ottenere Rodi loro antico possesso ma per vari motivi ogni tentativo di reinsediarsi in un’isola fallì.

Negli anni venti dell’Ottocento la situazione si fece ancora più difficile: i priorati cattolici superstiti in alcune nazioni furono espropriati delle loro proprietà ed estinti. In questi anni si ridussero a sei: Roma, Capua, Barletta, Messina, Portogallo e Boemia.

Nel 1834 finalmente un segnale di ripresa: il nuovo luogotenente stabilì la sede dell’ordine nella sua attuale sede sull’Aventino, a Roma, dove ancora oggi risiede. Inoltre aprì una nuova struttura per il noviziato, pratica caduta in disuso e presso ponte Sisto avviò un ospedale, ristabilendo l’antica tradizione dell’Ordine.

La nuova carta costituzionale dell’Ordine Cattolico, approvata da Papa Pio IX nel 1854, attualizzò una nuova situazione, mentre manteneva la propria fortuna presso gli zar l’antico Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme che era “esiliato” a San Pietroburgo appunto nel 1798.

Nonostante le prospettive dei rilancio dell’Ordine il punto più basso fu però toccato nel 1860. In quest’anno nonostante fossero ancora vivi una manciata di cavalieri professi creati prima della caduta di Malta, il loro numero fu il più basso del secolo: solamente 34. Da questo punto si cominciò una politica di sviluppo delle attività caritative. Nacquero le associazioni nazionali come quella di Renenia-Westfalia (1859), di Slesia (1867), Britannia (1875), Italia (1877), Spagna (1885), Francia (1891) e molte altre nel XX secolo.

Nel 1879 papa Leone XIII restaurò pienamente l’Ordine, autorizzando l’elezione di un nuovo Gran Maestro. L’evento sottolineò il ripristino delle fortune dell’Ordine ma come organizzazione religiosa (monacale), umanitaria e cerimoniale, non per tutti quale Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, a causa delle prerogative che sarebbero rimaste alla famiglia Romanov (almeno fino alla Rivoluzione russa).

Il Sovrano e Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme , autodefinitosi anche di “Rodi e di Malta”, (impropriamente detto giacchè è stato fondato solo nel 1803 e con Rodi ha poco a che vedere), rimane sempre un ordine religioso, diretto dal diritto canonico e la protezione della Chiesa cattolica, è anche soggetto di diritto internazionale. E’ un ordine cavalleresco, con alcuni diritti di Sovranità riconosciuto da oltre 80 Stati e gode di un posto di “osservatore” alle Nazioni Unite.

Allo SMOM in Italia fa capo l’Associazione dei cavalieri italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta, da cui dipende il Corpo militare dell’ACISMOM, corpo ausiliario dell’Esercito Italiano.

Lo SMOM, solo nel 1963, è stato accettato a far parte, ed ha stretto alleanza, con le quattro organizzazioni protestanti e quella anglicana che si richiamano alla tradizione dell’Ordine Giovannita, che si era costituita nel 1961, formando l’Alleanza dei cavalieri ospedalieri di san Giovanni di Gerusalemme.

È opportuno innanzitutto determinare gli Ordini riconosciuti dagli Stati nazionali e specialmente quelli con guida “Monarchica”, identificati come discendenti degli Ospitalieri e facenti parte dell’Alleanza di San Giovanni:

Il Venerabile ordine di San Giovanni, fondato nel 1888 a Londra con a capo S.M. la Regina d’Inghilterra. L’Ordine gestisce ambulanze ed Ospedali, è fortemente diffuso in tutto il Regno Unito. Nel 1963 ha firmato una dichiarazione di riconoscimento e cooperazione con lo SMOM pur non esistendo connessioni storiche precedenti tra i due ordini.
Ordine di San Giovanni del baliaggio di Brandeburgo fondato il 17 maggio 1853 dal principe Carlo di Prussia. Attualmente riconosciuto dalla Germania.
Ordine di San Giovanni del Baliaggio dei Paesi Bassi istituito con regio decreto del 30 aprile 1909, dalla Regina Guglielmina in onore della nascita della principessa Giuliana. Attualmente riconosciuto dai Paesi Bassi.
Ordine di San Giovanni del baliaggio di Svezia fondato nel novembre del 1946. Attualmente riconosciuto dalla Svezia.
Quindi il “Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme” [in inglese: “Sovereign Order of Saint John of Jerusalem” (Knights of Cyprus, Rhodes Malta, St. Petersburg)], World Confederation, “Soggetto di Diritto Internazionale indipendente, in tutto uguale ad uno Stato estero” che rappresenta l’altra vena dell’Ordine Ospedaliero e Militare, sempre erede della Sovranità del 1113 determinata con la Bolla di S.S. Papa Pasquale II, aperto al dialogo inter religioso. Questi è in pratica l’erede degli oltre 400 Dignitari e Cavalieri del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme che da Malta nel 1798 esiliarono a San Pietroburgo e qui nominarono lo zar Paolo I quale Gran Maestro, continuando la storia dell’Ordine a tutto il 1917 in Russia. Successivamente mantenendo ogni diritto fino ai nostri giorni, come determinato e riconosciuto dalle sentenze di varie Magistrature internazionali (1899, 1911, 1946, 1964, 1955, 1994, 2013, 2014, etc.).

Affermano di discendere dall’Ordine degli Ospitalieri, anche se non vi sono prove storiche dimostrabili a riguardo, anche le seguenti Associazioni:

S.O.S.J. Sovereign Order of Saint John, the Hereditary Order of the Knights of Malta, Cyprus and Rhodes, World Headquarters in Malta.
Sovrano Ordine dei cavalieri ospedalieri ortodossi di San Giovanni di Gerusalemme. Non è riconosciuto da alcuno Stato.
“Cavalieri ospedalieri del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme Ordine Ecumenico-Cavalieri di Malta”. Non è riconosciuto da alcuno Stato.
Ordine dei cavalieri ospedalieri ortodossi di San Giovanni di Gerusalemme, di fede appunto cristiana-ortodossa. Fondato nel 1977 (si richiamerebbe alla storia degli oltre 400 Dignitari e Cavalieri del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme che da Malta nel 1798 esiliarono a San Pietroburgo e qui nominarono lo zar Paolo I Gran Maestro, continuando la storia dell’Ordine a tutto il 1917 in Russia. Non è riconosciuto da alcuno Stato.

*FONTE: Wikipedia.org

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