I TOPI – Ascanio Celestini (da Io cammino in fila indiana)

I topi stavano nella fogna, tra gli escrementi crescevano con botte e veleno.
Un giorno saltano fuori e trovarono il gatto che viveva pacificamente, ma quando vide i topi tirò fuori le unghie e con un colpo di zampa li ricacciò nella fogna.
I topi provarono rabbia, ma più che rabbia fu la paura. E la paura li inchiodò nella fogna dalla quale non uscirono più. Prolificarono, e la loro prole fu allevata tra gli escrementi e cresciuta a botte e veleno.
Appena quei topi ne ebbero la forza uscirono dalla fogna per scannare il gatto.
Lo trovarono, lo ammazzarono, lo fecero a pezzi, lo divorarono e sui resti lasciarono i loro escrementi.
Ma videro che c’erano molri altri gatti e anche il cane, che era più grande dei gatti.
Il cane viveva in pace, ma quando vide i topi li colpì e con una zampata li ricacciò nella fogna.
I topi provarono rabbia, ma più che rabbia fu la paura. E la paura li ricacciò nella fogna dala quale non uscirono più. Prolificarono, e la loro prole fu allevata tra gli escrementi e cresciuta a botte e veleno.
Appena quei topi ne ebbero la forza uscirono dalla fogna per scannare il cane.
Lo trovarono, lo ammazzarono lo fecero a pezzi, lo divorarono e sui resti lasciarono i propri escrementi.
Ma videro che c’erano molti altri cani e anche il vecchio col bastone, che era più grande dei cani.
Il vecchio viveva in pace, ma quando vide i topi li colpì e con una bastonata li ricacciò nella fogna.
I topi provarono rabbia, ma più che la rabbia fu la paura. E la paura li ricacciò nella fogna dalla quale non uscirono più. Prolificarono, e la loro prole fu allevata tra gli escrementi e cresciuta a botte e veleno.
Appena quei topi ne ebbero la forza uscirono dalla fogna per scannare il vecchio.
Lo torvarono, lo ammazzarono, lo fecero a pezzi, divorarono lui e il suo bastone. Fecero a pezzi anche la casa del vecchio e sui resti lasciarono i loro escrementi trasformando la casa intera in una fogna.
Il paese viveva in pace, ma appena lo venne a sapere si organizzò per derattizare la casa del vecchio.
Allora i topi prolificarono, allevarono nuove generazioni crescendole con botte e veleno tra gli escrementi. E quando il paese arrivò alla casa del vecchio i topi scannarono donne e uomini, vecchi e bambini, cani e cavalli e persino gli uccelli che appena si posavano su un ramo o su un cornicione venivano sgozzati e divorati.
I topi fecero a pezzi il paese e lo ricoprirono di escrementi trasformandolo in una fogna.
E quando ebbero distrutto ogni cosa incominciarono a divorarsi tra loro.
Non ne rimase vivo nessuno.

Morale della storia:
un topo può vivere nella fogna o nel giardino del re, in una soffitta o nella piazza della città, ma dovunque vive il topo quel luogo diventa una fogna.
Un topo può uccidere un cane o un cavallo, un uomo o una donna, una colomba o un falco, ma quando muore il topo fa sempre la fine del sorcio.

——-> ALTRO DI : Ascanio Celestini


Lascia un commento