IL COLPO DEL CANE – Fulvio Risuleo #FILM

Il colpo del cane opera seconda del regista Fulvio Risuleo con Edoardo Pesce, Silvia D’Amico e Daphne Scoccia, prodotto da TimVision e Revok e distribuito da Vision Distribution in collaborazione con SKY.

Marti e Rana al loro primo giorno da dog sitter subiscono il furto di Ugo, il bulldog francese affidato loro da una ricca signora per mano di un misterioso veterinario di nome Dr. Mopsi. Dietro il rapimento del cane si nasconde uno strano traffico di cuccioli ma niente è come sembra. Cosa si nasconde davvero dietro il rapimento del cane? Cosa comporterà questo colpo azzardato per i protagonisti? Ugo riuscirà a tornare a casa?

Due storie parallele che convergono in un unico colpo: il filo conduttore è il precariato, il vivere alla giornata con qualche lavoretto, sopravvivendo allo sfruttamento da parte di sedicenti datori di lavoro. Marti e Orazio, che si fa chiamare Dr. Mopsi, sembrano inizialmente due mondi agli antipodi: lei piena di entusiasmo, sincera e fiduciosa verso il prossimo, lui un malfattore dallo sguardo amichevole. Sarà Orazio a sottrarle con l’inganno Ugo, il dolce bulldog francese di una tirchia signora benestante (Anna Bonaiuto), con la scusa di accoppiarlo con la sua cagnolina e guadagnarci sulla vendita dei cuccioli.

Una struttura molto particolare quella messa in piedi da Fulvio Risuleo in Il colpo del cane, come se lo spettatore si trovasse di fronte a due film da vedere nell’ordine che preferisce. Grottesco e bizzarro dalle situazioni surreali e con una morale di fondo: gli animali – oltre a Ugo, ci sono pappagalli e pecore – sono i personaggi chiave del film e hanno una loro identità, una loro storia, ma l’uomo li tratta come oggetti da abbellire con ridicole tutine o da rinchiudere in gabbia. Commedia, dramma e mistero si incrociano nella stessa storia tra rocamboleschi inseguimenti nelle campagne romane nella quale non esiste una retorica suddivisione fra buoni e cattivi ma una disperata lotta per cambiare la propria posizione sociale.

Le musiche originali elettroniche sono composte dal musicista americano Robert Aiki Aubery Lowe e curate dal sound designer Francesco Lucarelli.


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