Il coraggio è tutto, è il segno che dà identità alla persona. Aldo Busi (Da ‘La camicia di Hanta’)

E il coraggio disdegna la speranza fideistica, poiché ne è il ribaltamento civile all’ennesima potenza.

Il coraggio è tutto, è il segno che dà identità alla persona: niente coraggio, niente persona.

Esso, in un attimo, dà concretezza a tutte le ere del pensiero individuale, è come la picconata ultima che fa diventare la sorda roccia lo zampillo appena silenzioso che ne scaturisce e porta vita.

Il maschio è un triangolo che si fa comprendere da un cerchio o, come me, essere raro, inscrive dentro di sé il cerchio che gli abbisogna per scivolare attorno alle pareti della percezione senza farsi troppo male, senza farsi troppe illusioni sulla superiore spigolosità del suo intelletto; da solo, escluso dal gioco dei viventi fra loro, ho creato tuttavia identità, richiami interni che bruniscono la mia relazione con me, io non mi soffoco nel mio isolamento, io prendo dentro e respiro assieme.

La persona veramente sola e disperata è semplicemente spossessata di se stessa, sempre per vigliaccheria, e se la cosa gli pesa, gli peserà sempre più, perché scruta fuori invece di tornirsi in uno sguardo, un autoscatto intellettuale sul proprio imperdibile panorama.

Io non posso essere solo, visto che so stare per mesi e mesi solo, ma molti sono i nessi costanti col mondo; credo al mio cervello almeno quanto il mio cervello si è convinto a farmi fede, non ho bisogno di conferme e di consolazioni esterne per darmi consistenza; certo, se ogni tanto c’è un costumino da bagno buffo addosso a una bimba straordinaria è meglio. (…)

*Da ‘La camicia di Hanta, Aldo Busi

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