IL DIAVOLO NON PUO’ SALVARE IL MONDO – Alberto Moravia (La cosa)

Perché tu capisca questa faccenda delle prove che dimostrano l’esistenza del diavolo, riprenderò la mia vita dalle origini cioè dal momento in cui ho deciso di diventare scienziato. Gia perché, da ragazzo, non mi sentivo chiamato alla scienza bensì, ti sembrerà strano, alla poesia. Ero ambiziosissimo; volevo diventare un altro Leopardi, un altro Holderlin. Tuttavia, poiché avevo pure un vivo interesse per la scienza, mi ero iscritto all’università alla facoltà di fisica. Anche perché pensavo che non ci fosse contraddizione tra poesia e scienza: nell’antichità i poeti erano anche scienziati e gli scienziati, poeti. E infatti debbo all’esercizio della poesia, di avere capito molto presto alcune cose fondamentali sulla creatività. Voglio dire che tutte le volte che mi pareva di aver scritto una poesia meno peggio del solito, mi sono accorto che questo era avvenuto perché, mentre la scrivevo, io non ero solo. Accanto a me avvertivo con perfetta sicurezza la presenza di quell’entità misteriosa che un tempo veniva chiamata ispirazione e che io preferisco indicare col nome di demone. Era lui che mi dettava dentro; era lui che mi faceva fare il salto di qualità dalla cogitazione fredda a quello che bisognerà pur chiamare il canto. Tu ti domanderai a questo punto: Ma erano veramente belle queste poesie? Io ti rispondo: erano le migliori che io potessi scrivere. Ma il mio meglio era certamente il peggio di un vero poeta. Insomma il demone ce l’hanno così i buoni poeti come i cattivi. È una questione di presenza non di poesia. Se è presente, il demone ti farà scrivere esattamente la poesia che sei capace di scrivere, nulla di più.
Insomma, erano cattive.
Probabilmente, sì. Per lo meno bisogna pensarlo perché ad un certo punto ho abbandonato la poesia per la fisica. Però, come ho già detto, la poesia mi era servita per indovinare l’esistenza e la funzione del demone.
Ossia del diavolo.
Piano: diciamo per ora demone. Adesso vengo al diavolo. Dunque mi decido con passione alla fisica; la poesia scompare dalla mia vita. Vado con una borsa di studio negli Stati Uniti, divento l’allievo migliore del celebre Steingold. Era, questi, un uomo ormai molto vecchio e, poiché era ebreo, grande lettore della Bibbia. Ora un giorno che si parlava della nostra professione, lui se ne venne fuori con questa frase singolare: ormai Dio è impotente, lo si capisce da innumerevoli indizi. La potenza è passata al diavolo. Gli domandai perché dicesse una cosa come questa, lui uomo credente e praticante. E lui: Perché se Dio fosse potente non permetterebbe un attimo solo il progresso della Scienza al quale tu e io ci dedichiamo.
Ho insistito per saperne di più; ma lui si è chiuso in questa frase definitiva: L’impotenza di Dio è forse anch’essa un segno della sua potenza. Dio ha deciso la perdita dell’umanità, si dà per impotente e lascia fare al Diavolo.

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