IL FALÒ DELLE VANITÀ – 7 febbraio 1497

Il più famoso falò delle vanità avvenne il 7 febbraio 1497 quando in seguito alla cacciata dei Medici i seguaci del frate domenicano Girolamo Savonarola sequestrarono e bruciarono pubblicamente migliaia di oggetti nella città di Firenze, durante la festa di martedì grasso.

L’obiettivo di questa furia distruttiva era l’eliminazione di qualsiasi oggetto considerato potenzialmente peccaminoso, oppure inducente allo sviluppo della vanità, includendo articoli voluttuari come specchi, cosmetici, vestiti lussuosi, ed anche strumenti musicali. Altri bersagli includevano libri “immorali”, manoscritti contenenti canzoni “secolari” o “profane”, e dipinti. Tra i vari oggetti distrutti in questa campagna vi furono alcuni dipinti originali che trattavano temi della mitologia classica, eseguiti da Sandro Botticelli, che egli stesso provvide a portare sul rogo.

Vasari descrisse un rogo così:

« il carnovale seguente, che era costume della città far sopra le piazze alcuni capannucci di stipa et altre legne, e la sera del martedì per antico costume arderle queste con balli amorosi… si condusse a quel luogo tante pitture e sculture ignude molte di mano di Maestri eccellenti, e parimente libri, liuti e canzonieri che fu danno grandissimo, ma particolare della pittura, dove Baccio portò tutto lo studio de’ disegni che egli aveva fatto degli ignudi, e lo imitò anche Lorenzo di Credi e molti altri, che avevon nome di piagnoni. »

il titolo è stato poi ripreso :

Il falò delle vanità (tit. or.: The Bonfire of the Vanities, 1987) è un romanzo dello scrittore statunitense Tom Wolfe.

7 febbraio 1497

La storia è un dramma che tratta di ambizione, razzismo e avidità nella New York degli anni ottanta e si incentra su tre personaggi principali: Sherman McCoy, un giovane, arrogante finanziere di successo; il sostituto procuratore ebreo Larry Kramer e il giornalista britannico Peter Fallow.

Trama
La vicenda ruota intorno a Sherman McCoy, un finanziere di successo, marito di Judy e padre di Campbell, una bambina di sette anni; la sua carriera a Wall Street viene distrutta da un incidente automobilistico: tornando dall’aeroporto insieme alla sua amante Maria Ruskin – giunta a New York in aereo – i due si trovano persi nel Bronx. Di fronte a un vicolo cieco vengono presi dal panico e, quando due giovani ragazzi di colore – presunti teppisti – si avvicinano, una spaventatissima Maria Ruskin si mette alla guida per fuggire e, nella concitazione, travolge uno dei due, il diciannovenne Henry Lamb, mandandolo in coma. Per evitare lo scandalo, nonostante McCoy le dica di chiamare la polizia, Maria non lo fa, e a quel punto non resta che darsi alla fuga.

L’inchiesta giornalistica che ne segue vede in prima linea il tabloid City Light, che affida le indagini a un giornalista britannico semialcolizzato e trasandato, Peter Fallow. Questi segue il caso, sebbene sia scettico sulle reali motivazioni della sua inchiesta, che lui sospetta essere manovrata dietro le quinte dal reverendo Bacon, un leader religioso con ambizioni politiche in cerca di consenso presso la comunità nera di New York.

Grazie a un testimone che ha preso i primi due numeri della Mercedes di McCoy, Fallow scopre l’identità del proprietario dell’autovettura e inizia una campagna giornalistica in cui accusa velatamente il finanziere di essere il responsabile dell’investimento del giovane di colore. McCoy viene inquisito dal sostituto procuratore Larry Kramer, il cui capo, Abe Weiss, gli ha dato mandato di far di tutto per mandarlo in galera, in quanto sta inseguendo la riconferma e nulla più dell’arresto di un ricco bianco potrebbe valergli i voti della comunità nera. Nonostante Maria taccia sulle sue responsabilità, Sherman, grazie a un investigatore da lui ingaggiato, verrà in possesso di un nastro, registrato tramite un microfono installato nell’appartamento del Bronx che un’amica di Maria aveva messo a disposizione della coppia per i loro incontri. Nella registrazione della conversazione di Maria Ruskin con McCoy, risalente a pochi minuti dopo l’incidente, si evince chiaramente che alla guida c’era la donna, la quale afferma anche che non vi era alcun bisogno di avvertire la polizia. Ma ormai McCoy è rovinato: la moglie sa che lui si incontrava con un’amante, la sinistra lo attacca, si scatena anche una rivolta fuori dal tribunale di New York, in poco tempo diventa l’uomo più odiato della città e facile bersaglio di tutto quel che i detrattori dell’edonismo reaganiano detestano.

L’epilogo vede un articolo del New York Times nel quale si dice che Fallow (nel frattempo insignito del Premio Pulitzer per l’inchiesta su McCoy) ha sposato una donna ricca, che Maria Ruskin è sfuggita al processo mentre McCoy, ormai squattrinato, è in attesa di processo per omicidio.




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