IL PALAZZO DI GELATO – Gianni Rodari

Una  volta,  a  Bologna,  fecero  un  palazzo  di  gelato  proprio  sulla  Piazza  Maggiore,  e  i  bambini  venivano  di  lontano a dargli una leccatina.
Il  tetto  era  di  panna  montata,  il  fumo  dei  comignoli  di  zucchero filato, i comignoli di  frutta candita. Tutto il resto era di gelato: le porte di gelato, i muri di gelato, i mobili di gelato.
Un bambino piccolissimo si era attaccato a un tavolo e gli leccò le zampe una per una, fin che il tavolo gli crollò addosso  con  tutti  i  piatti,  e  i  piatti  erano  di  gelato  al  cioccolato, il più buono.
Una  guardia  del  Comune,  a  un  certo  punto,  si  accorse  che  una  finestra  si  scioglieva. I  vetri  erano  di  gelato  alla  fragola, e si squagliavano in rivoletti rosa.
– Presto, – gridò la guardia, – più presto ancora!
E  giù  tutti  a  leccare  più  presto,  per  non  lasciar  andare  perduta una sola goccia di quel capolavoro.
–  Una  poltrona!  –  implorava  una  vecchiettina,  che  non  riusciva  a  farsi  largo  tra  la  folla,  –  una  poltrona  per  una povera  vecchia.  Chi  me  la  porta?  Coi  braccioli,  se  è  possibile.
Un  generoso  pompiere  corse  a  prenderle  una  poltrona  di  gelato  alla  crema  e  pistacchio,  e  la  povera  vecchietta,tutta beata, cominciò a leccarla proprio dai braccioli.
Fu  un  gran  giorno,  quello,  e  per  ordine  dei  dottori  nessuno ebbe il mal di pancia.
Ancora  adesso,  quando  i  bambini  chiedono  un  altro  gelato, i genitori sospirano: – Eh già, per te ce ne vorrebbe un palazzo intero, come quello di Bologna.

*da Favole al Telefono, 1962

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