IL ROGO DEI LIBRI NAZISTA (Bücherverbrennungen) : Cos’è stato e perché ?

«Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini»
(Heinrich Heine)

Le cosiddette Bücherverbrennungen (in italiano “roghi di libri”) sono stati dei roghi organizzati nel 1933 dalle autorità della Germania nazista, durante i quali vennero bruciati tutti i libri non corrispondenti all’ideologia nazista.

I roghi, concepiti per eliminare “lo spirito non tedesco”, vennero organizzati dalla Deutsche Studentenschaft (Associazione degli studenti tedeschi). Il più grande rogo avvenne il 10 maggio 1933 nell’Opernplatz berlinese; in questo giorno, infatti, si organizzò un grande falò dove vennero gettati i libri considerati dai nazisti “contrari allo spirito tedesco”. Nello stesso giorno il gerarca nazista Joseph Goebbels vi tenne perfino un discorso, dove affermava che i roghi erano un ottimo modo “per eliminare con le fiamme lo spirito maligno del passato”.

Il 6 aprile 1933, il principale ufficio della Stampa e della Propaganda dell’Associazione studentesca della Germania proclamò una “azione contro lo spirito non tedesco” a livello nazionale, durante la quale si doveva effettuare una “pulizia” (in tedesco Säuberung) della cultura tedesca usando il fuoco. Le sedi locali così rilasciarono dei comunicati e degli articoli che raffiguravano delle autorità naziste che parlavano al pubblico. Questa propaganda fu diffusa anche via radio.

L’8 aprile l’associazione studentesca elaborò un trattato, le 12 tesi, in cui affermò il bisogno di una propria cultura e nazione non “infettate” da altre popolazioni; nelle 12 tesi, inoltre, si evocavano di proposito le 95 tesi di Lutero e il precedente rogo dei libri “non tedeschi” (il Wartburgfest) avvenuto nell’omonima città nel 1817 come reazione alle influenze culturali del periodo napoleonico.

Un altro inquietante atto si svolse il 10 maggio 1933, quando gli studenti bruciarono più 25.000 volumi di libri “non tedeschi”, dando de facto l’inizio alla censura di Stato.

Quella notte, nella maggior parte delle città universitarie, gli studenti nazionalsocialisti marciarono in fiaccolate “contro lo spirito non tedesco”: professori, rettori e studenti furono radunati alla presenza delle autorità naziste in punti d’incontro dove poterono assistere al rogo dei libri non desiderati, gettati dentro i falò, in un’atmosfera di gioia dove erano presenti perfino delle orchestre.[

Nella città di Berlino circa 40.000 persone si riunirono nell’Opernplatz per ascoltare un discorso di Joseph Goebbels.

«No alla decadenza e alla corruzione morale! Sì alla decenza e alla moralità nelle famiglie e nello stato! Io consegno alle fiamme gli scritti di Heinrich Mann, Ernst Gläser, Erich Kästner.
L’era dell’intellettualismo ebraico è giunta ormai a una fine. La svolta della rivoluzione tedesca ha aperto una nuova strada … L’uomo tedesco del futuro non sarà più un uomo fatto di libri, ma un uomo fatto di carattere. È a questo scopo che noi vi vogliamo educare. Come una persona giovane, la quale possiede già il coraggio di affrontare il bagliore spietato, per superare la paura della morte, e per guadagnare il rispetto della morte – questo sarà il compito della nostra nuova generazione.
E quindi, a mezzanotte, giungerà l’ora di impegnarsi per eliminare con le fiamme lo spirito maligno del passato. Si tratta di un atto forte e simbolico – un atto che dovrebbe informare il mondo intero sulle nostre intenzioni. Qui il fondamento intellettuale della repubblica[8] sta decadendo, ma da queste macerie la fenice avrà una nuova trionfale ascesa.»
(Joseph Goebbels)

Queste persone si stanno preparando per gettare nel falò i libri che tengono in mano.
Non tutti i roghi si svolsero durante la notte del 10 maggio, come pianificato dall’Associazione, sia perché alcuni furono rinviati di pochi giorni a causa della pioggia, sia perché altri, in base alle preferenze della autorità locali, si svolsero il 21 giugno, durante il solstizio d’estate.

«Il rogo dei libri nel maggio 1933 aveva colpito anche i Testimoni di Geova»[10]. La storica dell’United States Holocaust Memorial Museum, Sybil Milton, osserva che a Magdeburgo, sede tedesca dei Testimoni, «dal 21 al 24 agosto 1933, furono bruciati al rogo 65 tonnellate di Bibbie e altri libri dei Testimoni. La Bibbia dei Testimoni era vietata, ma la Bibbia come tale non lo era. Fin dall’aprile del 1933 le riviste e altri scritti dei testimoni di Geova erano proibite e i responsabili della polizia, delle poste e della dogana li confiscavano, considerandoli “materiale dannoso”».

Durante i roghi vennero bruciati anche libri scritti da famosi scrittori socialisti, come Bertolt Brecht e August Bebel, i libri del fondatore del socialismo Karl Marx, i libri degli scrittori austriaci “borghesi” come Arthur Schnitzler, i libri di “influenze straniere corrotte”, come quelli di Ernest Hemingway, Jack London, Helen Keller o Herbert George Wells, e i libri di noti autori ebrei come quelli scritti da Franz Werfel, Max Brod e Stefan Zweig.

Questa sorta di censura si basava su un elenco di motivazioni per le quali venivano bruciati i libri. Un elenco venne pubblicato dal Völkischer Beobachter l’8 maggio 1933; secondo quest’ultimo, era necessario respingere gli scritti:

Dei teorici del marxismo.
Di tutti coloro che esaltavano la Repubblica di Weimar.
Di tutti coloro che criticavano i fondamenti della morale e della religione.
Degli autori pacifisti, in particolar modo degli scrittori che condannavano la prima guerra mondiale o che si mostravano scettici nei confronti del valore militare tedesco.
Di autori che erano espressione dell’espansione della società urbana.
A queste categorie, in cui rientravano le opere di molti scrittori, si aggiungevano poi i letterati di sinistra che criticavano la società borghese (come Heinrich Mann), i pittori comunisti (George Grosz), gli autori di satira, i giornalisti oppositori del regime nazista. Vennero dati alle fiamme perfino gli scritti di scienziati antinazisti, fra i quali rientrano quelli del notissimo fisico Albert Einstein.

Di seguito è disponibile una lista di autori le cui opere vennero date alla fiamme:

  • Albert Einstein
  • Alexander Lernet-Holenia
  • Alfred Döblin
  • Alfred Kerr
  • Alfred Polgar
  • André Gide
  • Anna Seghers
  • Arnold Zweig
  • Arthur Schnitzler
  • Bertha von Suttner
  • Bertolt Brecht
  • Carl Sternheim
  • Carl von Ossietzky
  • Charles Darwin
  • Egon Erwin Kisch
  • Émile Zola
  • Erich Kästner
  • Erich Maria Remarque
  • Ernest Hemingway
  • Ernst Bloch
  • Ernst Erich Noth
  • Ernst Glaser
  • Ernst Toller
  • Erwin Piscator
  • Eugen Relgis
  • Felix Salten
  • Franz Kafka
  • Franz Werfel
  • Friedrich Engels
  • Friedrich Wilhelm Foerster
  • Georg Kaiser
  • Georg Lukács
  • George Grosz
  • Grete Weiskopf
  • H. G. Wells
  • Heinrich Eduard Jacob
  • Heinrich Heine
  • Heinrich Mann
  • Helen Keller
  • Henri Barbusse
  • Hermann Hesse
  • Ilja Ehrenburg
  • Isaak Babel
  • Iwan Goll
  • Jack London
  • Jakob Wassermann
  • James Joyce
  • Jaroslav Hašek
  • Joachim Ringelnatz
  • John Dos Passos
  • Joseph Roth
  • Karl Kraus
  • Karl Liebknecht
  • Karl Marx
  • Klaus Mann
  • Kurt Tucholsky
  • Lev Trockij
  • Leonhard Frank
  • Lion Feuchtwanger
  • Ludwig Marcuse
  • Ludwig Renn
  • Ludwig von Mises
  • Maksim Gor’kij
  • Marcel Proust
  • Marieluise Fleißer
  • Max Brod
  • Nelly Sachs
  • Ödön von Horváth
  • Otto Dix
  • Robert Musil
  • Romain Rolland
  • Rosa Luxemburg
  • Sigmund Freud
  • Stefan Zweig
  • Theodor Lessing
  • Thomas Mann
  • Upton Sinclair
  • Vladimir Lenin
  • Vladimir Majakovskij
  • Walter Benjamin
  • Werner Hegemann



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