IL SOLE DEI MORENTI – Jean-Claude Izzo #Libri

“A ognuno la sua vita, borbottò Rico accendendosi una sigaretta. E mentre fumava si chiedeva se, in fondo, la vita non fosse davvero nient’altro che quello: la capacità di ognuno di difendere il suo pezzo di carne per sopravvivere in mezzo alla schifezza del genere umano… Magari suo padre aveva ragione. E lui ne era la prova. Lui era andato a fondo, mentre loro erano rimasti a galla. Per loro tutto continuava. La vita. L’amore, la felicità.
No, si disse buttando via la coperta, non può essere così. Ma come allora? Dov’è che si era sbagliato nella vita? Lui, ma anche Dedè, Monique, Jo. E Felix.
E dei tipi come Titì, intelligenti e tutto, gente che aveva letto un mucchio di libri. Se anche dei tipi come Titì andavano a fondo voleva dire che qualcosa, da qualche parte, non girava come avrebbe dovuto. Ma cosa, porca puttana?
Gli venne in mente una canzone che canticchiava Titì. Una vecchia canzone di cui non ricordava né il titolo né il nome dell’interprete:
C’est du toc, du bidon, de l’esbroufe,
Du trompe-l’oeil, du clinquant, du faux-vrai,
de la came à balourd, de la mousse,
Pour finir c’est l’amour qui fout le camp…
È l’amore che sparisce. Ovunque. Proprio così. Fra marito e moglie. Fra padre e figlio. Fratello e sorella. Fra due amici… Porte che si chiudono. Fino all’ultima, un giorno. L’ultima porta prima dell’inferno.
L’inferno, la strada. La miseria.”

Dopo il successo travolgente della trilogia dei noir marsigliesi – Casino totale, Chourmo, Solea – Jean-Claude Izzo, ha scritto questo romanzo altrettanto “nero”, altrettanto impregnato di quella nostalgia per una felicità impossibile che è una nota caratteristica della sua scrittura. Il sole dei morenti non è un giallo, come non erano solo dei gialli i suoi romanzi precedenti. È la storia di un uomo sfortunato, un giovane sereno, innamorato della moglie, felice di avere un bambino, un lavoro, una casa. Poi la moglie lo lascia, lui perde il lavoro, la casa, finisce in strada: quello che chiamano un barbone. Ma dietro continua a vivere un uomo. E questo uomo, questo barbone, prova, in un ultimo slancio vitale, a lasciare la Parigi del freddo, dei metrò, dell’alcolismo, della solitudine, per raggiungere Marsiglia, il sole, il mare la città dove aveva scoperto l’amore. Il sole dei morenti è la storia di un viaggio e di una vita. Un romanzo struggente, di rara umanità.

Jean-Claude Izzo è nato nel 1945 a Marsiglia, dove è morto nel 2000, a soli 55 anni. Ha esercitato molti mestieri prima di conoscere un successo travolgente con la trilogia noir (Casino totale, Chourmo, Solea), con i romanzi Il sole dei morenti e Marinai perduti, la raccolta di racconti Vivere stanca e la raccolta di scritti inediti Aglio, menta e basilico, tutti pubblicati presso le nostre edizioni. «Con i libri di Jean-Claude Izzo ogni volta succede la stessa cosa: c’è sempre un momento in cui non sappiamo perché stiamo piangendo. Izzo è innanzitutto questo: un’emozione fondamentale… un’insuperabile malinconia». Le Monde.


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