IL VIAGGIO DI CAPITAN FRACASSA – Ettore Scola #CINEMA

Il viaggio di Capitan Fracassa è un film del 1990, diretto da Ettore Scola, interpretato da Massimo Troisi e scritto da Ettore Scola, Silvia Scola, Vincenzo Cerami e Fulvio Ottaviano. Ispirato al celebre romanzo di Théophile Gautier, Il Capitan Fracassa, il film fu presentato al 41° Festival internazionale del cinema di Berlino.

Durante una tempesta, una sgangherata compagnia teatrale itinerante, per ripararsi dalla pioggia, chiede ospitalità bussando al portone del castello dei Sigognac, in Guascogna; all’interno del maniero, quasi completamente spoglio, gli attori troveranno solamente un cane, un ragazzino viziato e timoroso, il Barone di Sigognac, e il suo vecchio servo Pietro. Quest’ultimo, fatti accomodare i teatranti per la notte, racconta loro del perché di tale indigenza: i defunti genitori del giovane Barone, quand’erano in vita sperperarono tutto il patrimonio di famiglia, lasciando il ragazzo orfano e povero; l’unico servitore a non averlo abbandonato è lui, che lo ha sempre accudito con affetto. Pietro chiede un favore ai teatranti: essendo loro in viaggio per Parigi, dovranno condurre il giovane Barone dallo zio, grande amico del Re a cui salvò la vita in battaglia molti anni prima; in questo modo, il ragazzo potrebbe vivere di nuovo nel lusso e sarebbe così salvato da un futuro miserabile. Come ricompensa, sicuramente la compagnia avrà l’onore di potersi esibire davanti alla corte reale: tale prospettiva appare molto allettante per tutti gli attori, che decidono di accettare la proposta di Pietro e di accollarsi il giovane Barone. All’indomani, prima della partenza, Pulcinella, attore e tuttofare della compagnia, riceve in segreto dal vecchio Pietro 100 scudi d’oro, tutti i suoi risparmi, perché durante il viaggio vegli sul ragazzo, che è ingenuo e non conosce niente del mondo.

Inizia così l’avventura del giovane ed inesperto Barone e della compagnia teatrale, nella quale il ragazzo scopre prima l’amore (rispettivamente prima con la bella e matura Serafine e poi per la giovane Isabella) e poi la passione per la recitazione; il ragazzo, infatti, finirà per prendere il posto di Matamoro, macilento attore zio di Isabella deceduto per stenti, dando vita all’esilarante personaggio di Capitan Fracassa. La sua storia d’amore, invece, sarà alquanto sfortunata: entrato in conflitto con un facoltoso Duca invaghitosi di Isabella, si scontrerà in duello contro il nobile, rimanendo gravemente ferito; a malincuore, Isabella si offrirà al Duca a patto che esso risparmi la vita del suo innamorato. Ritrovato da Pulcinella, il ragazzo rimarrà per ben quattro giorni in bilico tra la vita e la morte;mentre Serafine (che si scopre innamorata di lui) lo veglia instancabilmente sperando in un miracolo, a salvarlo sarà il buon Pulcinella, il quale userà i 100 scudi donatigli da Pietro per chiamare un illustre cerusico in grado di salvare la vita al Barone. Grazie all’intervento del medico, il Barone guarisce e, ispirato, scrive una nuova commedia, basata sulla versione romanzata della propria vita fino al momento del suo ferimento, portando nuova linfa alla vecchia compagnia. Tre mesi dopo, durante le prove generali, gli attori vengono raggiunti da Isabella; la ragazza, divenuta un’elegante gentildonna ospite del Duca, fa capire al giovane Barone che la sua infatuazione verso di lui è finita ed ora sente di amare il Duca; dopo che la ragazza se ne va con il nobile, la compagnia teatrale riprende il viaggio verso Parigi. Nel finale, che si svolge fuori dalle mura del castello di Parigi, dove gli attori recitano non per il Re ma per il popolo, si assiste ad un nuovo, ultimo atto della commedia scritta dal Barone, in cui si capisce che cos’è successo: il Re, non riconoscendo la versione raccontata dal vecchio servo Pietro, non ha accolto a corte il ragazzo, a cui non è rimasto altro che rimanere con la compagnia come attore.


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