IN DUE – Mario Luzi

« Aiutami » e si copre con le mani il viso
tirato, roso da una gelosia senile,
che non muove a pietà come vorrebbe ma a sgomento e a orrore.
« Solo tu puoi farlo » insistono di là da quello schermo
le sue labbra dure
e secche, compresse dalle palme, farfugliando.
Non trovo risposta, la guardo
offeso dalla mia freddezza vibrare a tratti
di gomiti puntati sui ginocchi alla nuca scialba.
« l’amore snaturato, l’amore infedele al suo principio »
Rifletto, e aduno le potenze della mente
punto solo tra desiderio e ricordo
e penso non a lei
ma al viaggio con lei tra cielo e terra
per una strada d’altipiano che taglia
la coltre d’erba brucata da pochi armenti.
« Vedi, non trovi in fondo a te una parola »
gemono quelle labbra tormentose
schiacciate contro i denti, mentre taccio
e cerco sopra la sua testa la centina di fuoco dei monti.
Lei aspetta e intanto non sfugge alle sue antenne
quanto le sia lontano in questo momento
che m’apre le sue piaghe e io la desidero e la penso
com’era in altri tempi, in altri versanti.
« perché difendere un amore distorto dal suo fine
perché non è più crescita
né moltiplicazione gioiosa di ogni bene,
ma limite possessivo e basta » vorrei chiedere
ma non a lei che ora dietro le sue mani piange scossa da un brivido,
a me che forse indulgo alla menzogna per viltà o per comodo.
« Anche questo è amore, quando avrai imparato a ravvisarlo
in questa specie dimessa,
in questo aspetto avvilito » mi rispondono, e un poco ne ho paura
e un pò vergogna, quelle mani ossute
e tese da cui scende qualche lacrima tra dito e dito spicciando.

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