INCOERENZA E CONTRADDIZIONE NON SONO SINONIMI – José #Saramago (da LA CAVERNA)

Il problema è serio e richiederebbe un’estesa e ponderata riflessione, ma la logica ordinativa e la disciplina del racconto, anche se talvolta possano essere trascurate, o addirittura, quando ciò convenga, debbano esserlo, non ci permettono di lasciare per altro tempo Isaura Madruga e Cipriano Algor in questa penosa situazione, imbarazzati, taciturni l’uno davanti all’altra, con un cane che li guarda e non capisce cosa sta succedendo, con un orologio a parete che si starà domandando, nel suo tic-tac, perché mia vorranno questi due il tempo se poi non ne approfittano.
Bisogna, dunque, fare qualche cosa. Sì, fare qualche cosa, ma non una cosa qualsiasi. Potremo e dovremo mancare nei confronti della logica ordinativa della disciplina del racconto, ma mai e poi mai a quello che costituisce il carattere esclusivo ed essenziale di una persona, e cioè, la sua personalità, il suo modo di essere, il suo tratto personale e inconfondibile.
Si ammettono nel personaggio tutte le contraddizioni, ma non le incoerenze, e insistiamo particolarmente su questo punto perché, al contrario di ciò che solitamente dettano i dizionari, incoerenza e contraddizione non sono sinonimi.
È all’interno della propria coerenza che una persona o un personaggio si contraddicono, mentre l’incoerenza, essendo, ben più che la contraddizione, una costante di comportamento, respinge da sé la contraddizione, la elimina, non s’intende a viverci insieme. Da questo punto di vista, ancorché rischiando di cadere nelle tele paralizzanti del paradosso, non dovrebbe escludersi l’ipotesi che la contraddizione sia, in definitiva, proprio uno tra i più coerenti contrari dell’incoerenza.

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