LA DEMOCRAZIA DEI JEANS È UNA BALLA – LA MORTE DI MARX – Sebastiano Vassalli

Parlavamo di filosofia e di musica. Parlavamo anche di politica. Il mio povero amico era molto simile, nell’aspetto, al filosofo Karl Marx : ma le sue idee erano diverse e addirittura opposte rispetto a quelle del vero Marx, che era stato il teorico del proletariato e della lotta di classe. Lui, invece, diceva che nella nostra società le classi non esistono più. Diceva che la civiltà occidentale è riuscita a creare una classe unica dove entrano tutti e tutto : una classe elastica, e che il simbolo della nuova classe sono… i jeans !

Quei calzoni inventati dagli americani all’inizio del Novecento, secondo il dottor Marx sarebbero il riassunto della Rivoluzione Francese e di due secoli di utopie progressiste : e sarebbero anche, e sopratutto, la rappresentazione di una menzogna. Nel mondo di oggi, mi spiegava il mio amico durante le nostre passeggiate, tutti usano i jeans : dal presidente degli Stati uniti d’America al barbone che dorme nella metropolitana, dal principe di Galles all’operaio, dal prete alla femminista. Li usano gli uomini e le donne, i bianchi e i neri, i ricchi e i poveri… Grazie ai jeans, che sono l’emblema della nostra epoca, l’uguaglianza tra gli esseri umani è diventata qualcosa di tangibile, e la gente ci cammina dentro.

L’utopia ha messo le brache al mondo.

Siamo tutti uguali, dalla cintola in giù, anche se non siamo capaci di fare nulla e non contiamo nulla ; siamo tutti geni, e tutti decidiamo il nostro destino, cioè il nulla. Naturalmente, diceva il dottor Marx, la democrazia dei jeans è una balla, e perché gli uomini non sono uguali e non lo saranno mai ; ma è inutile mettersi a combattere contro le balle. Bisogna aspettare che si sgonfino da sole…

*Da LA MORTE DI MARX E ALTRI RACCONTI – Sebastiano Vassalli



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