La Poesia di Carioca Folagra Josè

Il miglior stile è avere qualcosa da dire’

Questo il suo motto

Classe 1980

Educatore professionale con una spiccata propensione per il disagio e i temi sociali, di cui sono intrisi i suoi testi e le sue poesie

Cervello pensante, lingua tagliente, ma anche una pigrizia innata: quella fisica se la scrolla di dosso, quando indossa i panni del viaggiatore o del viandante, a conquistare le vette dei monti dell’Appennino in compagnia del suo fido cane, Zeman o a visitare paesi mai visti coi suoi occhi

Quella letteraria invece non ha ancora capito come debellarla

Sa solo che se lo coglie l’ispirazione, molla qualsiasi cosa stia facendo e produce perle in lettere al sapore della dinamite

Ha iniziato a far parte del mondo letterario amatoriale a Dicembre 2017, quando ha partecipato per pura curiosità a un Poetry Slam all’Exopotamia.

Da li in poi non si è più fermato e ha girovagato per il nord dello stivale a far fumare i suoi attributi, ospitato da svariati collettivi di Emilia, Lombardia e Piemonte, qualificandosi per svariate finali regionali del circuito Lips- Lega Italiana Poetry Slam e a quella nazionale di Slam Italia, sia nel 2018 che nel 2019

La particolarità dei suoi testi è il sapiente dosaggio di prosa e poesia

I suoi monologhi partono calmi e rassicuranti, descrizioni dettagliate di personaggi e ambienti prendono per mano chi lo ascolta e lo accompagnano nel suo mondo, qui si nota l’influenza del cantautorato italiano che lascia spazio a momenti ritmati e potenti che ricordano i beat dell’hip hop

Ultimamente ha dato vita a un progetto nuovo, un reading embrionale musicato, in cui si fa accompagnare da stumenti e voce cantante femminile

Lo chiama ‘Esperimento’

Lo immagina come una piattaforma gravitante, un luogo sospeso dal quale chi ha contributi da offrire, può entrare, produrli e poi andarsene per poi magari tornare, forse arricchito.

Condanna sociale, lotta di classe, psichiatria, amori passionali ma impossibili e tanta tanta Genova

Si fa chiamare Carioca Folagra Josè, ma all’anagrafe risulta Lorenzo Cagnolari!

 

Sconti di pena

Se un turista viene a Genova è molto probabile che vada a visitare l’acquario
Che altro non è se non una prigione per pesci
Nessuno considera mai invece il quartiere di Marassi, un agglomerato denso e proletario che racchiude in se, a distanza brevissima, lo stadio, la coop e il carcere
La coop e il carcere
Perchè quando hai pochi soldi da spendere funziona cosi: volantino delle offerte alla mano e poi via per i corridoi di scaffali interminabili
Tra le sbarre del tuo carrello
A caccia del risparmio
Che tanto di meglio non puoi permetterti
Poi torni sul tetto dove hai parcheggiato e prendi la macchina per tornartene a casa
E invece no
A volte invece capita qualcosa di fatale
Perchè il tetto del parcheggio della Coop è alla stessa altezza dell’ultima fila delle celle del carcere Dirimpetto.
E se guardo meglio, vedo anche che attorno a me si aggirano dei personaggi improbabili
Sono i familiari dei detenuti che per qualche motivo non hanno ottenuto il colloquio
E allora la senti Carmela che grida a Ciruzzo:’ciro, ciruzzo mio. Nunn avevi a trasì! Ci parlai con l’avvocato Disse che sistema tutt ‘ e cose’
Ciruzzo grida a sua volta qualcosa di incomprensibile
E la saluta.
Con un fazzoletto bianco
Come per arrendersi
Da un’altra cella invece proviene una nenia
È una preghiera, credo
E la torre di guardia diventa subito un minareto
‘Khamalla diktuunosiik kamaiè Khamalla diktuunosiik kamaiè’
Carmela mi dice che quel ragazzo che prega si chiama Kaled
E kaled non chiama nessuno a raccolta.
Kaled è dentro per spaccio
Ciruzzo per rapina
Reati comuni. Reati da pezzenti. Reati su misura per chi è nato sbagliato.
Perchè in quelle celle non ci trovi i condannati per evasione fiscale e bancarotta fraudolenta
E i familiari del manager senza scrupoli fanno la spesa nelle botteghe buone
Lontano dalle celle
Fuori, dalle sbarre del mio carrello.
Qui invece si muore dentro a fosse comuni
Sovraffollate per giunta
Nella stretta del sistema
Ciruzzo sconterà tutta la sua pena
Nella morsa dello schema
Kaled è come un cane alla catena
Insapona la corda
Il cappio poi afferra
Fingiti morto
Resta per terra
Tra colpa e destino
Delinquente abituale
Addobba la bara
Per il tuo funerale
Nel nome del figlio
E del mio spirito stanco
La porta della cella adesso spalanco
Volantino alla mano
La mia condizionale
Sono anche io condannato
Ma In offerta speciale



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