La prima volta che Gesù scopre l’amore, con la prostituta Maria di Magdala. JOSÉ SARAMAGO (da Il vangelo secondo Gesù)

Allora Gesù volse lentamente il volto verso di lei e disse, Non conosco donna. Maria gli prese le mani, Tutti dobbiamo per sempre cominciare così, uomini che non conoscevano donna, donne che non conoscevano uomo, un giorno chi lo sapeva ha insegnato, chi non sapeva ha imparato…
Poi insieme, con Gesù appoggiato, come aveva fatto in precedenza, alla spalla di Maria, di questa prostituta di Magdala che lo ha curato e che lo accoglierà nel suo letto, entrarono in casa nella propizia penombra di una stanza fresca e linda…
Maria di Magdala condusse Gesù presso il forno, dove il pavimento era lastricato di mattoni, e lì, rifiutandone ogni aiuto, con le sue mani lo spogliò e lo lavò, sfiorandogli più volte il corpo, qui e lì, e lì, con la punta delle dita, baciandolo lievemente sul petto e sui fianchi, da un lato e dall’altro. Quei dolci sfioramenti facevano rabbrividire Gesù, le unghie della donna che gli percorrevano la pelle, Non aver paura, disse Maria di Magdala. Lo asciugò e lo condusse per mano fino al letto, Sdraiati, io torno subito. Fece scorrere un telo su una corda, si udirono altri rumori d’acqua, poi una pausa, all’improvviso l’aria divenne profumata e Maria comparve, nuda. Ed era nudo anche Gesù, come lei lo aveva lasciato, il giovane pensò che fosse giusto così, coprire quel corpo che lei aveva denudato sarebbe stata una sorta di offesa. Maria si fermò accanto al letto, lo guardò con espressione ardente e nel contempo dolce, e disse, Sei bello, ma per essere perfetto, devi aprire gli occhi. Esitante, Gesù li spalancò e immediatamente li chiuse, abbagliato, tornò ad aprirli e in quell’istante seppe ciò che davvero volevano dire quelle parole del re Salomone, le curve dei tuoi fianchi sono come monili, il tuo ombelico è una coppa rotonda, colma di vino profumato, il tuo ventre è un mucchio di grano, circondato dai gigli, i tuoi seni sono come due cerbiatti, gemelli di una gazzella, ma lo seppe anche meglio, e definitivamente, quando Maria si sdraiò accanto a lui e, prendendogli le mani, attirandolo a sé, le fece muovere lentamente lungo tutto il proprio corpo, i capelli e il viso, il collo, le spalle, i seni, che compresse dolcemente, il ventre, l’ombelico, il pube, sui cui indugiò, intrecciando e sciogliendo le dita, le rotondità delle cosce morbide, e mentre faceva tutto questo, diceva a voce bassa, quasi in un sussurro, Impara, impara il mio corpo. Gesù si guardava le mani, che Maria stringeva, e desiderava averle libere perché potessero frugare ogni sua parte, ma lei continuava, ancora una volta, di nuovo, e diceva, Impara il mio corpo, impara il mio corpo. Gesù respirava profondamente affannosamente, ma vi fu un istante in cui gli parve di soffocare, e ciò avvenne quando le mani di lei, la sinistra posata sulla fronte, la destra sula caviglia, intrapresero una lenta carezza, l’una verso l’altra, entrambe attratte da quell’unico punto centrale su cui, una volta giunte, non si trattennero più di un istante, per ritornare con la medesima lentezza al luogo di partenza e poi riprendere lo stesso movimento…
…adesso Maria di Magdala glielo aveva insegnato, Impara il mio corpo, e ripeteva, ma in un altro modo, cambiando una parola, Impara il tuo corpo, e lui l’aveva lì, quel suo corpo, teso, duro, eretto, e sopra di lui, nuda e stupenda, Maria, lo rassicurava. Non ti preoccupare, non ti muovere, lascia che sia io a occuparmi di te, allora sentì che una parte del suo corpo, quella, era scomparsa nel corpo di lei, che un anello di fuoco lo circondava, avanti e indietro, che un fremito lo scuoteva dentro, come un pesce che si agita e che, all’improvviso, gli sfuggiva gridando, impossibile, non può essere, i pesci non gridano, era lui, invece, che urlava, mentre Maria, gemendo, si abbandonava con il proprio corpo su quello di lui, bevendogli l’urlo di bocca, con un bacio avido e ansioso che scatenò nel corpo di Gesù un secondo e interminabile fremito…
Per tutto il giorno, nessuno andò a bussare al portone di Maria. Per tutto il giorno, Maria servì e insegno al ragazzo di Nazareth… …e Maria, coi seni imperlati di sudore, i capelli sciolti che paiono fumanti, la bocca turgida, occhi come acqua scura, Non ti legherai certo a me per ciò che ti ho insegnato, ma resta qui stanotte. E Gesù, sopra di lei, rispose, Ciò che insegni non è prigione, ma libertà. Dormirono insieme, ma non soltanto quella notte. Quando si destarono era già mattino inoltrato, e dopo che i loro corpi si furono cercati e ritrovati una volta ancora, Maria volle vedere lo stato della ferita del piede di Gesù, Ha un aspetto migliore, ma non dovresti ancora riprendere il viaggio… Rimanere puoi, è questione di volontà, quanto al portone del cortile, sarà chiuso per tutto il tempo che vorremo, la tua vita, La mia vita adesso sei tu… Ma tu non hai ferita, La troverai, se la cercherai, Che ferita è, Quel portone aperto da cui entravano gli altri, ma non il mio diletto, hai detto che sono il tuo diletto, Ecco perché il portone si è chiuso dopo che sei entrato tu…
Gesù rimase a casa di Maria per una settimana, il tempo necessario perché sotto la crosta della ferita si formasse la nuova pelle. Il portone del cortile rimase sempre chiuso. Alcuni uomini impazienti, per gelosia o per dispetto, andarono a bussare, ignorando deliberatamente il segnale che avrebbe dovuto tenerli lontani… E Maria, uscì nel cortile per rispondergli, Chiunque tu sia, ciò che potevi non lo potrai più, ciò che facevi non lo farai più… Ebbero, quindi, Gesù e Maria una gran tranquillità durante quegli otto giorni, nei quali le lezioni impartite e ricevute finirono per diventare un unico discorso, fatto di gesti, scoperte, sorprese, sussurri, invenzioni, come un mosaico di tessere che non sono nulla se unite e sistemate al proprio posto…
Gesù si addormentò con la testa sulla spalla di Maria, respirando sul suo seno. Lei rimase sveglia per tutta la notte. Il suo cuore era addolorato perché il mattino ben presto li avrebbe separati, ma la sua anima poteva sentirsi serena. L’uomo che riposava al suo fianco era, lo sapeva, colui che aveva atteso per tutta la vita, quel corpo che le apparteneva e al quale il suo spettava, vergine quello di lui, usato e sporco quello di lei, ma era iniziato il mondo, per quel che significa iniziare, da otto giorni appena, e solo quella notte si era consolidato, otto giorni non sono niente a paragone con un futuro per così dire integro, tanto più che è così giovane questo Gesù, e io, Maria di Magdala, eccomi qui, a letto con un uomo, come molte altre volte, ma adesso innamorata e senza età…
Trascorsero la mattina a preparare il viaggio… Gesù alle prese con un’inquietudine che non riusciva a dominare. Infine le domandò, Quello che hai appeso al portone perché nessun uomo entrasse, lo toglierai. Maria lo guardò con espressione seria, poi sorrise con malizia, Non potrei tenere dentro casa due uomini contemporaneamente, Cosa significa, Che tu te ne vai, ma sarai sempre qui. Fece una pausa e concluse, Il segnale appeso sul portone rimarrà dov’è, Penseranno che sei con un uomo, Se lo penseranno, faranno bene, perché sarò con te, Non entrerà più nessun altro, Lo hai detto tu, questa donna che chiamano Maria di Magdala ha cessato di essere una prostituta quando sei entrato tu…
Dopo aver mangiato, Maria infilò i sandali a Gesù e gli disse, Devi andare, se vuoi arrivare…

——-> ALTRO DI: José Saramago



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