LA SABBIA DELLE URNE: Tre poesie di Paul Celan #Poesia

POSSESSO IMMAGINARIO

Ammucchia dunque insieme fogliame e anime.
Vibra lieve la mazza e copri il viso.
Incorona coi battiti che mancano al cuore
il cavaliere che lotta con lontani mulini.

Son solo nubi che non sopportava.
Ma il suo cuore tintinna al passare di un angelo.
Piano inghirlando ciò che non abbatté:
la rossa bandiera e il nero centro

LA FRECCIA DI ARTEMIDE

Il tempo entra ferreo nella sua ultima era.
Soltanto tu sei qui d’argento.
E piangi a sera la farfalla purpurea.
E litighi per la nube con la fiera.

Non che il tuo cuore mi abbia visto tramonto
e mai tenebra comandato all’occhio tuo…
Della luna però la tua mano reca ancor traccia.
E nelle acque resiste ancora un raggio.

Come potrà chi su celeste ghiaia
volteggiò con le ninfe, lieve,
non pensare che una freccia di Artemide
nel bosco ancora vaga e infine lo raggiungerà?

OMINO DEL SONNO

Alle reliquie di legno
un omino prepara i fuochi eterni.
Colui che seppellì tutti gli insorti
copre ora l’ultimo volto fugace.

Poi ammucchia i trucioli delle anime.
Poi il singolo truciolo vacilla.

Senza sogni lo seguono le nubi in fila.

“Vidi anche il tuo cuore impallidire sul colle davanti a me.

Il mio occhio è la cecità dei giorni.
Il mio avvizzire la loro crescità”.

——-ALTRO DI: Paul Celan

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