LA SCRITTURA per Marguerite Duras

La solitudine della scrittura è una solitudine senza la quale la scrittura non avviene, o si sbriciola senza sangue alla ricerca di cos’altro scrivere ancora. Perde il suo sangue, non è più riconosciuto dall’autore.

E prima di tutto non deve mai essere dettata a nessuna segretaria, per quanto abile possa essere, e mai in quella fase affidata a un editore per la lettura.
Ci deve essere sempre una separazione dalle altre persone intorno alla persona che scrive libri.

È una solitudine. È la solitudine dell’autore, la solitudine della parola scritta. Per cominciare, ci si chiede come sia stato avere questo silenzio intorno a sé. E praticamente a ogni passo che fai in una casa e a ogni ora del giorno, con tutte le luci, che siano esterne o lampade accese durante il giorno. Questa reale solitudine del corpo diventa la solitudine, inviolabile, della parola scritta. Non ne ho parlato con nessuno. In quel periodo della mia prima solitudine avevo già scoperto che la scrittura era ciò dovevo fare.

La scrittura è stata l’unica cosa che ha popolato la mia vita e l’ha incantata. L’ho fatto. La scrittura non mi ha mai lasciato.

——-> Fonte: AndreaGiramundo.Altervista.org



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