LA TEORIA DEL TEMPO DI John W. Dunne

John William Dunne nacque nella contea di Kildare, nella provincia di Leinster, in Irlanda nel 1875 da genitori anglo-irlandesi. Terzo figlio del generale John Hart Dunne e dell’aristocratica Julia Elizabeth Dunne, a 25 anni (1900) si unì al reggimento di volontari Imperial Yeomanry per combattere nel corso della seconda guerra boera come sottotenente. Rispedito a casa dopo aver contratto la febbre tifoide, nel 1902 fece ritorno al fronte in un altro reggimento, il Wiltshire, lo stesso nel quale suo padre aveva prestato il servizio di comandante.

L’ingegnere J. W. Dunne sviluppò una teoria del tempo dove considerava la nostra percezione del tempo similarmente alle note suonate su un piano. Avendo avuto un numero di sogni premonitori, decise di tenere traccia dei suoi sogni e trovò che contenevano eventi passati e futuri in quantità equivalenti. Da questo concluse che nei sogni riusciamo a sfuggire al tempo lineare.
Pubblicò le sue idee in An Experiment with Time del 1927, cui fecero seguito altri libri.
Il punto di partenza per una analisi profonda delle caratteristiche della fisica e della realta’ oggettiva non e’ affatto preciso ne’ definibile ma d’altronde la speculazione filosofica qualora venisse applicata al concetto di tempo ( anche qualora non vi fosse il supporto della conoscenza della teoria della Relativita’ Generale ) porta alla identificazione di diversi quesiti, molto importanti! Il problema nasce dal porsi le domande seguenti: “Cosa e’ il tempo.”

“Come si definisce una unita’ di misura per esso (il tempo) prescindendo dalle conoscenze late della comune opinione.” E’ nel tentativo di dare in maniera rigorosamente fisica risposta a queste domande che ci si accorge di come vengano a cadere innumerevoli preconcetti di varia natura. Sostanzialmente il tempo cosi’ come viene interpretato non rende la possibilita’ di adoperarlo quale grandezza fisica!

Ci si rende conto di come esso sia strettamente legato al concetto di spazio e poi alle onde elettromagnetiche ( nel caso in cui ci si rifaccia alla luce come a quel portatore di informazioni che raggiunge la velocita’ limite ) e poi, come conseguenza, ai campi generati dalle altre forze conosciute e immediatamente ne rimette in discussione tutte le convizioni fino ad ora ritenute pacificamente consolidate.


Lascia un commento