LA TRATTATIVA (Stato-Mafia) di Sabina Guzzanti

L’Italia è quel Paese dove, fatto dimostrato dalla chiusura d’un processo che ha messo in luce il sistema che si è creato a partire dagli anni ’90, quando a seguito di una lotta efferata tra lo Stato e la mafia a colpi di arresti clamorosi e attentati efferati, si è ben visto come il primo dei due soggetti si sia arreso, trattando con i mafiosi, fino alla creazione del partito, visto come voce in politica della Mafia, di Forza Italia; e ancora si aspetta questo partito perché determinante alla nascita del nuovo governo. Partito politico che ancora esiste: che sia forse per questo, per non creare precedenti, che i partiti di estrema destra, che dovrebbero essere illegali in democrazia, non vengo obbligati allo scioglimento, per non far sì che poi si possa proporre poi lo stesso per i partiti mafiosi, perché con la chiusura del processo, ora, lo si può tranquillamente dire: Forza Italia è nato principalmente come partito mafioso.

il suo fondatore, insieme a Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri è stato giudicato colpevole. Molti altri invece sono ancora al loro posto, o hanno addirittura fatto carriera, o continuano a percepire pensioni d’oro, come il comandante, seppur giudicato colpevole, dei Ros dei Carabinieri Gabriele Mori.

Interessante poi studiare il legame tra questi fatti, e quelli romani della banda della magliana e in particolare del Nero Carminati, che quando accusato di tutti i delitti possibili, è penetrato nel palazzo di giustizia per svaligiare alcune cassette di sicurezza su commissione di qualcuno; cassette che oltre ad alcuni valori, sicuramente per le dichiarazioni dello stesso Carminati, contenevano alcuni documenti, come potrebbero essere benissimo stati quelli mai trovati di Falcone e Borsellino, che avrebbero incastrato altissime cariche dello Stato, ad oggi ancora rimaste impunite. Da ricordare che proprio poco prima di essere fatti saltare in aria, i due magistrati stavano indagando i legami tra la mafia del sud e gli imprenditori del Nord, sopratutto seguendo Mangano e arrivando così a Berlusconi e i suoi cavalli che il mafioso curava per lui, proprio negli anni in cui c’è stato in Italia, come nel mondo, il boom della cocaina…

E da noi, ancora oggi nel 2018, nonostante si possa far nascere una nuova realtà, ancora si aspetta e si tratta con Berlusconi, nonostante tutto quanto detto prima, nonostante le notizie relative alla prostituzione minorile e i vari bunga-bunga, nonostante dall’Europa sia arrivato un veto e interdizione dai pubblici uffici a seguito delle frodi fiscali, nonostante abbia oramai una certa età che si nota sempre più dalle sconclusionate dichiarazioni, oggi vero blocco alla nascita del nuovo governo, per decidere come creare questa nuova Repubblica.

Per capire bene di cosa si parli nel processo sulla trattativa italiana tra Stato e mafia, consiglio vivamente il film di Sabina Guzzanti, la Trattativa

—> guarda il film su youtube (almeno finché possibile)

La trattativa (reso graficamente come #LaTrattativa) è un film del 2014 scritto e diretto da Sabina Guzzanti.

La pellicola, di genere documentaristico, ha come tema centrale la trattativa Stato-mafia, la negoziazione tra lo Stato italiano e Cosa nostra avvenuta negli anni novanta.

La produzione del film è risultata complessa e travagliata e ha richiesto quattro anni di lavorazione. La trattativa ha avuto la sua anteprima mondiale alla 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove è stato presentato fuori concorso. In seguito, il film è stato distribuito a partire dal 2 ottobre dello stesso anno dalla BiM Distribuzione.

Il film è un racconto di alcuni episodi della storia italiana dagli anni novanta in poi, definiti come trattativa stato mafia. Attori ed attrici interpretano alcune figure del periodo: mafiosi, massoni, agenti dei servizi segreti, alti ufficiali, magistrati, politici, vittime e persone oneste. Gli interrogativi posti nel corso del film sono tanti. Cosa si intende per trattativa? Quali concessioni in cambio della cessazione delle stragi? Chi assassinò Giovanni Falcone e Paolo Borsellino? Il tutto con una riflessione sui rapporti tra mafia, politica, Chiesa, forze dell’ordine.


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