LA VIRTU’ È UN PREGIUDIZIO – Jan Potocki (MANOSCRITTO TROVATO A SARAGOZZA)

Non vi credo né più né meno cattivo – disse Don Belial – di quanto non lo siano tutti i figli di Adamo. Hanno degli scrupoli prima di commettere il delitto, e dei rimorsi dopo; e così si illudono di essere ancora un po’ attaccati alla virtù; ma potrebbero risparmiarsi questi sentimenti spiacevoli se volessero soltanto indagare che cos’è la virtù, qualità ideale di cui ammettono senza esame l’esistenza; e questo appunto deve collocarla nel numero dei pregiudizi, che sono delle opinioni ammesse senza un giudizio elementare.

Signor Don Belial, – risposi al mio protettore – mio padre mi aveva messo nelle mani il sessantaseiesimo volume, che trattava della morale. Secondo lui, il pregiudizio non era un’opinione ammessa senza giudizio preliminare, ma un’opinione già giudicata prima che noi nascessimo e trasmessa come per eredità. Le abitudini dell’infanzia gettano nel nostro animo quel primo seme, l’esempio lo sviluppa, la conoscenza delle leggi lo rafforza; se noi vi ci conformiamo, siamo persone oneste; se facciamo più di quanto le leggi non comandino, siamo uomini virtuosi.

Questa definizione – disse Don B. – non è cattiva, è fa onore a vostro padre; scriveva bene e pensava ancora meglio, forse voi farete come lui. Ma torniamo alla vostra definizione. Convengo con voi che i pregiudizi siano opinioni già giudicate; ma non è una ragione per non giudicare di nuovo quando il giudizio sia già formulato. Un’intelligenza curiosa di approfondire le cose sottoporrà i pregiudizi a un esame e indagherà anche se le leggi siano ugualmente obbligatorie per tutti. Infatti voi noterete che l’ordine legale sembra essere stato inventato a solo vantaggio di quei caratteri freddi e pigri che si ripromettano i piaceri del matrimonio e il benessere dall’economia e dal lavoro. Ma i bei talenti, i caratteri ardenti, avidi d’oro e di piaceri, che vorrebbero divorare gli anni, per questi che cosa ha fatto l’ordine sociale? Dovrebbero passare la vita in prigione o finirla tra i supplizi. Per fortuna le istituzioni umane non sono realmente quello che sembrano. Le leggi sono delle barriere: bastano per stornare i passanti; ma quelli che vogliono veramente superarle, ci passano sopra o sotto…

(…)

Io sono – mi disse – uno dei più importanti membri di una potente associazione il cui scopo è di rendere gli uomini felici guarendoli dai vani pregiudizi che essi succhiano col latte dalla nutrice e che poi li intralciano in tutti i loro desideri. Abbiamo pubblicato dei libri ottimi dove dimostriamo a meraviglia che l’amore di sé è il principio di tutte le azioni umane, e che la dolce pietà, l’affetto filiale, l’amore tenero e ardente, la clemenza dei re, sono altrettante raffinatezze dell’egoismo. Ora, se l’amore di se stessi è il movente di ogni nostra azione, il compimento dei nostri desideri ne deve essere il fine naturale. I legislatori l’hanno capito perfettamente. Hanno fatto le leggi in modo che potessero essere eluse, e gli interessati a ciò non mancano certo…

*Jan Potocki – MANOSCRITTO TROVATO A SARAGOZZA

Lascia un commento