LA VITA ERRANTE – #GuydeMaupassant

LA VITA ERRANTE – Guy de Maupassant

Attraversiamo una povera cappella e discendiamo lentamente una scala di pietra. Ad un tratto scorgo innanzi a me una immensa galleria, larga ed alta, le cui pareti portano tutto un popolo di scheletri vestiti in forma bizzarra e grottesca. Gli uni sono appesi, in aria, l’uno accanto all’altro ; gli altri sono coricati su cinque mensole di pietra sovrapposte dal suolo sino al tetto.

Una linea di morti è in piedi, per terra, una linea compatta le cui teste spaventevoli sembra che parlino. Alcune sono corrose da spaventose vegetazioni che deformano ancora di più le mascelle e le ossa, altre hanno conservato i capelli, altre un fiocco di baffi ed altri uno stoppaccio di barba. Talune guardano in aria con le loro occhiate vuote, altre in giù ; qui ve ne sono di quelle che sembrano tormentate dal dolore : tutte sembrano atterrite da uno spavento sovrumano. E quei morti, quei poveri morti disgustosi e ridicoli, sono vestiti dalle loro famiglie che li hanno tirati fuori dalla bara per farli partecipare a quella spaventosa assemblea…

È il carnevale della morte che rende più burlesca la ricchezza dorata dei costumi sacerdotali. Di quando in quando una testa rotola a terra, poiché gli attacchi de collo son stati rosi dai topi, i quali vivono a migliaia in quel carnaio umano…

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