L’AMANTE ANTIFASCISTA DELLA MOGLIE DEL DUCE – Sebastiano Vassalli (da L’oro del mondo)

È una storia vera?
Certo che è vera, ho risposto; e poi subito gli ho raccontato la storia del commissario Pòlito.
Il commissario Pòlito, gli ho detto, è un perfetto esemplare di fascista fino al giorno della caduta del regime e dal giorno a quello successivo è un fiero e probo antifascista a cui il nuovo capo del governo, maresciallo Badoglio, affida l’incarico di trasferire i coniugi Mussolini: il Duce all’isola di Ponza e la Ducessa in Romagna, dove ha una casa. Lui esegue. Sistema il Duce sull’isola e poi accompagna la Ducessa al suo destino, a Forlì: in automobile, con un colonnello dei carabinieri il cui nome purtroppo è rimasto finora sconosciuto, ed un autista. Il viaggio dura un’intera giornata perché ogni tanto il commissario Pòlito dica all’autista: Fermi qui; ed abusa della signora Mussolini. (Che cosa faccia nel frattempo il colonnello Sconosciuto non è chiaro; forse partecipa all’orgia, forse se la spassa con l’autista, forse si masturba. Chissà. In un suo libro di memorie pubblicato nel 1948 la signora Rachele Mussolini precisò solo un dettaglio, che le effusioni del Pòlito non sfuggirono all’attenzione del colonnello dei carabinieri; il quale, quindi, fu pienamente consapevole di ciò che stava accadendo sul sedile di fianco a quello dove lui stesso era seduto, e vigilò). Di effusione in effusione, finalmente i quattro arrivarono in Romagna, ognuno stremato per i suoi particolari motivi, e se ne vanno per fatti loro mentre altri eventi si compiono nel mondo: i tedeschi invadono l’Italia, il Duce torna al potere, il Re e Badoglio si rifugiano a Brindisi.
L’amante della Ducessa, Pòlito, viene arrestato dai fascisti e processato a Verona, a porte chiuse, in segreto: nessuno, all’infuori dei giudici, conosce i capi di accusa che gli vengono contestati.
Condannato a ventiquattr’anni di galera cioè all’ergastolo (il nostro eroe, all’epoca dei fatti, è già sulla cinquantina), Pòlito ritorna in circolazione nell’Aprile del 1945 ed è un campione della lotta antifascista, un mertire della tirannide mussoliniana che dovrà essere risarcito di tutto ciò che ingiustamente ha sofferto. La sua carriera è fulminea: diventa capo della polizia, questore della città di Roma, alto funzionario del ministero degli interni…

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*Image: Dagospia

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