LE STRADE – Raffaele Carrieri #Poesia

Quello che sono e sono stato
Domandatelo alle strade
Dei paesi della sete.
Tufi lucertole spine,
Bell’uva sulle colline
Dove fui ladro di galline.
Strade di cenere e pomice
lavorate dallo scorpione.
Dove ramingo io vissi
la cicala muore ancora.

Quello che sono e sono stato
Domandatelo alle strade.
Una dice, scatenato!
E mostra le ferite
Che fuggendo ho lasciato.
Dalle braccia di mia madre
Dalle mani dell’amata
Sempre fuggiasco sono stato.
Da me solo inseguito
Braccato, colpito.

Re per un giorno
Per cent’anni povero.
Soldato bracciante gabelliere:
Su ogni strada nuova
Nuovo mestiere.
Domandate ai sentieri della neve
Alle doline alle cordigliere
Quello che sono e sono stato.
Domandatelo alle strade.

Alla malora carte
Cartigli e scartoffie
Che potevamo darmi gloria.
La vita ho consumato
Su carta e inchiostro.
Mio Dio quanto ho limato
Notte e giorno.
Mio Dio quanto ho penato.

——-> ALTRO DI: Raffaele Carrieri



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