LEI E’ ANTIFEMMINISTA! – Da ‘L’orologino dell’ingegnere’ di Mario Soldati

ragazza stupenda donna bicicletta eleganza amore“L’ardita splendida spaccatura tra i sessi, ciascuno dei due assolutamente deciso a difendere la propria parte dall’assalto dell’altro. Così l’ncontro ha un certo sapore selvaggio, salato, piccante. Ciascuno dei due rappresenta per l’altro l’impenetrabile ignoto. Allo stesso stempo, ciascuno e ciascuna, col nativo orgoglio e col nativo coraggio affronta il pericoloso salto attraverso la spaccatura e, se necessario, torna indietro arrampicandosi.”

Lawrence parla di Cagliari nel 1919. solo adesso, dopo avere rievocto il Concordia, capisco che quella piccola società alpestre e lacustre non era, nel 1936, troppo diversa. Ed è probabile che vivere gran parte dell’anno in Inghilterra fra costumanze diversissime avesse, per una naturale reazione orgogliosa, rinsaldato in quei giovanotti la fedeltà alle proprie.

Domandai al maestro se lui, oggi, retrospettivamente, prpvasse per quella spaccatura fra i sessi la stessa ammirazione che provava Lawrence.

Sì, certo. Ma non la ammiravo allora. Mi sembrava, allora, il sogno di una mentalità che doveva essere superata e che, in ogni modo, stava per essere superata. Che io sedessi vicino ad Ada bionda e a Ada bruna col suo fidanzato, aveva qualcosa di rivoluzionario, così come rivoluzionaria era la disinvoltura e l’allegria con cui Ada accettava la chiarezza della sua posizione irregolare in quella società.

Non mi trattenni neanche questa volta, come quando ne ebbi l’occasione in un altro dei suoi racconti, di accusare il vecchio regista: gli dissi:
Allora avevo ragione! Lei, oggi, è un antifemminista! Quanrant’anni fa, no. Quanrant’anni fa lei era moderno. Ma adesso sì, ha cambiato completamente idea: è antifemminista!

Rifletté un istante, poi disse:
Nego. Il disprezzo di quei giovani per Ada era certamente antifemminista: o, piuttosto, maschilista. Ma io, quel disprezzo, allora come oggi, non lo ammiro e non l’approvo. La mia ammirazione è soltanto per la spaccatura tra i sessi. Che non implica nessun antifemminismo, al contrario. Com’è evidente dalla pagina di Lawrence, la spaccatura era vitale, mentre l’attuale confusione dei sessi e l’importanza sempre minore che si tende a dare alla differenza tra i due sessi sono, secondo me, segno di una decadenza mortale, forse annunciano la fine della nostra civiltà. Infatti, la spaccatura è possibile soltanto se i due sessi si fronteggiano e sfidano partendo da un’assoluta parità di condizione; e anche se la parità, in questo caso, accordandosi male al disprezzo di quei giovani per la libera Ada, non era assoluta, non vuol dire che in tutto il resto non fosse più giusta della permissività attuale, che non è parita tra i sessi, ma disconoscimento dei sessi, devitalizzazione, sfacelo. Dunque sono femminista come Lawrence, non nel significato oggi di moda, che finisce fatalmente con l’uniformare i rapporti sessuali in un soliloquio erotico, nevrotico, onanistico: quasi in una masturbazione generale, foriera di morte. Ecco perché mi credo tutt’altro che antifemminista. Le donne devono essere libere: in particolar modo, le loro condizioni economiche non devono assolutamente essere inferiori a quelle degli uomini.

Ma la spaccatura è necessaria alla vita di qualunque civiltà umana, anche se non, forse, alla continuità del genere umano. Mi sono spiegato?

—> MARIO SOLDATI 

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