LEI E’ DI UN’ALTRA RAZZA – #VincenzoCerami (da Fantasmi)

– Vede, io sono molto affezionata a Elisabetta e devo dire che da quando lei, signora, la frequenta, non so le si è come aperta la mente. Questa sensazione mi è stata confermata dall’insegnante. – La bambina è intelligente, capisce subito. Basta farla lavorare un po’, mostrarle che lo studio è un altro modo di giocare. – Non so con quali diavolerie lei riesce a farla studiare, ma voglio essere franca. Gli studi sono importanti, lo so bene, ma per Elisabetta io spero in qualcosa di più. – Cioè? – È una speranzuola, per carità, forse un vago sogno, ma se c’è una possibilità anche remota che la bambina possa, come dire, giocarsi bene le sue carte, visto che scema non è, io non vorrei lasciare niente di intentato! – Non capisco! – Uscire dalla razza, ecco cosa voglio dire. È difficile, lo so, ma per il momento lei è l’unica via d’uscita. Lei potrebbe cambiare il destino di mia nipote, farle crescere dentro quella forza che un giorno le sarà indispensabile per uscire dalla gabbia in cui vive! – Quale gabbia? – La stessa nella quale lei, per chi sa quali ragioni, ha voluto chiudersi. Qui tutti viviamo nella certezza che esiste un solo modo di essere, il nostro. Lei invece sa bene che non è così! – Io non so proprio niente! – Con me è inutile che si nasconda. Ho troppi anni sulle spalle per non accorgermi che lei appartiene a un’altra razza, l’ho visto subito! – Forse, ma non è affatto detto che io sia una razza più conveniente. – Ma è senz’altro più ricca di sorprese. – Di brutte sorprese. – Di sorprese, mille brutte e una bella. Elisabetta ha diritto, perché no, di sperare in quella bella. Finché resta tra noi può sognare al massimo di diventare come sua madre, cioè un niente! – Giudizio durissimo! – Che guarda caso coincide con il suo. – Non è vero, io ho molto rispetto e simpatia per Paola. – Anch’io! E le dirò di più, ho un grande rispetto di tutte le cose create dal Signore. Anche dei cani, dei gatti e delle galline. – È inaudito! – Si faccia un esame di coscienza, Gabriella! E non cada nell’errore di credere che lo sconforto per mia nuora sia frutto di una qualche gelosia o di una qualche delusione. Maurizio è del tutto simile a sua moglie, è un altro niente! – Non sono d’accordo, e comunque non credo affatto di essere in grado di offrire a Elisabetta ciò che lei mi chiede. Non sono all’altezza delle sue aspettative. – Ma lei non deve fare nulla in particolare. Lei appartiene a un’altra razza, e darà alla bambina l’educazione della sua razza senza nemmeno accorgersene. Non le chiedo di più. Mi creda, la sua presenza qui, in questo palazzo, io personalmente la saluto come un miracolo, un occasione che Elisabetta non deve lasciarsi scappare…

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