Lezioni salutari – Da Nudi e Crudi di Alan Bennett

Un paio di settimane dopo il furto (ormai tutto datava da quello), allungata sul sacco di fagioli davanti al camino elettrico, Mrs Ransome si contemplò le scarpe décolleté ormai piuttosto scalcagnate, pensando alla prossima mossa. Quando moriva qualcuno, si disse, era lo stesso : tante cose da sbrigare all’inizio, poi più nulla. Eppure, proseguendo le sue riflessioni davanti al lavello, le parve che una separazione tanto brusca dai suoi beni terreni comportasse alcuni benefici che forse non avrebbe osato definire spirituali ma che, con più disinvoltura, si potevano far rientrare nella categoria delle lezioni salutari.
A suo avviso, il fatto che le avessero quasi letteralmente tirato via la moquette da sotto i piedi doveva stimolarle utili pensieri sul modo in cui aveva vissuto fin allora. Un tempo l’avrebbe salvata la guerr, o qualche altro sconvolgimento irreparabile. E benché l’accaduto non fosse una catastrofe di quella portata, capiva che stava a lei sfruttarlo al meglio. Sarebbe andata a visitare musei e gallerie d’arte, si disse ; avrebbe studito la storia di Londra. Oggigiorno ci sono corsi di ogni genere, corsi che lei avrebbe potuto benissimo frequentare anche prima che le rubassero tutto.
Ma sembrava fosse stato proprio quel tutto a trattenerla. Ora poteva incominciare.
Sprofondata nel sacco di fagioli sul nudo parquet del suo ex salotto, Mrs ransome scoprì di non essere infelice ; si disse che questa situazione era più autentica e che d’ora in avanti avrebbero rinunciato al superfluo (naturalmente, fatti salvi certi confort). (…)

Accomiatandosi, Dusty suggerì a Mrs Ransomedi vedere quela esperienza come una curva di apprendimento : un suo possibile andamento (la curva poteva andare in varie direzioni) era quello di considerare la perdita dei loro averi come una specie di liberazione. La sindrome dei gigli di campo, la definì Dusty ; della serie : non accumulate tesori sulla terra.
Benché fose venuto in mente anche a lei, Mrs Ransome non afferrò subito il concetto, perché parlando dei loro averi Dusty li chiamò puro e semplice maquillage, usando un termine che per lei significava il contenuto della sua borsetta : cipri, rossetto e così via, oggetti che aveva ancora. Più tardi, però, ripensandoci, dovette ammettere che raggruppare moquette, tende, mobili, accessori e tutto sotto la definizione di maquillage facilitava effettivament ele cose.
In verità, quello era un discorso che Dusty faceva senza grande convinzione. E più casi vedeva di quella sindrome, meno ci credeva. C’erano stati, sì, due utenti che le avevano raccontanto di un furto doloroso che gli era servito per capire come bisognava vivere : da allora in poi avrebbero dato meno importanza ai beni materiali, viaggiato leggeri, ecc. sei mesi dopo era tornata per una visita di controllo e li aveva trovati ingombri di roba come non mai. La gente, aveva concluso Dusty, può fare a meno di tante cose, il problema è che non riesce a non andare a comprarle.

*Da Nudi e Crudi di Alan Bennet

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