LO SCRITTORE – Consigli di scrittori per scrittori

— Riporto questo interessante articolo, trovato sull’ottimo sito: scrivo.me – che consiglio vivamente di visitare a chi sia interessato alla scrittura, ci si stia interessando, o semplicemente ne abbia il tempo e la voglia 🙂

*FONTE: http://www.scrivo.me/2014/05/22/pensare-come-uno-scrittore/

Perché scrivere è così faticoso? Beh, forse perché, come ha detto il giornalista premio Pulitzer David McCullough, scrivere è soprattutto riuscire a pensare in modo chiaro e lineare. E non sempre è impresa facile. Ma se guardiamo ai grandi autori (un po’ come fa Rossella Monaconella sua rubrica) ci accorgiamo che da loro possiamo imparare delle strategie per cominciare a pensare come uno scrittore.

1 Studiare i grandi della letteratura
Un modo interessante e originale di studiarsi i grandi scrittori è sicuramente quello utilizzato da Hunter S. Thompson: per assorbire al meglio la tecnica di Ernest Hemingway, infatti, Thompson era solito trascrivere a macchina – dalla prima all’ultima pagina –  i suoi romanzi più famosi, da Fiesta a Addio alle armi.

2 Scrivere della propria realtà
Come ha detto García Márquez in una celebre intervista: «Si deve scrivere di ciò che si conosce. Se dovessi dare un consiglio a un aspirante scrittore, gli direi di scrivere di qualcosa che gli è capitato o che ha letto o gli è stato raccontato». E se lo ha detto lui…

 3 Scrivere è una priorità
Il commediografo americano Arthur Miller era convinto che un vero scrittore dovesse mettere la propria arte al di sopra di tutto. Ed era talmente serio al riguardo che sosteneva di «scrivere sempre e comunque» perché l’arte ha bisogno di disciplina.

4 Trovare la propria ispirazione
Gertrude Stein ricercava l’ispirazione guidando la sua macchina perché era proprio in quei momenti lì che le venivano le idee migliori. Non importa quanto bizzarro sia il metodo, quel che conta è trovare la propria fonte d’ispirazione.

5 Uno spazio solo per sé
Secondo Zadie Smith è importante trovare un luogo dove poter scrivere in completa solitudine, un luogo cioè in grado di proteggere il tempo e lo spazio  in cui si scrive.

6 Psicoanalizziamoci!
A volte ci chiediamo se si sono vissute abbastanza esperienze da avere effettivamente qualcosa da raccontare. In questi casi può essere utile ripercorrere i nostri ricordi perché, come ha detto Flannery O’Connor: «chiunque sia sopravvissuto alla propria infanzia ha abbastanza informazioni sulla vita da durargli per il resto dei suoi giorni».

7 Competere solo con se stessi
William Faulkner considerava gli scrittori come «creature sempre in lotta con i propri demoni» e perennemente insoddisfatte del proprio lavoro. Ecco perché consigliava, per tenere sotto controllo questa insoddisfazione, di evitare ogni confronto del proprio lavoro con quello degli altri.

8 Just do it!
Nessuno meglio di Stephen King sa cosa significa essere uno scrittore prolifico e, con molta semplicità, suggerisce di «scrivere e leggere un sacco, perché non ci sono tanti altri modi né scorciatoie per riuscire a scrivere tanto e bene».


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