LONTANO DA LORO – Laurent Mauvignier

copertina mauvignier

Non come un gioiello, ma anche un segreto è qualcosa che si porta.

Amano vedere i film di adesso, quelli che riprendono le ideologie dell’altro ieri, e mai i film di ieri, quelli che risuonano delle nostre vite di oggi.

Ho tremato a volte per aver visto i suoi occhi spogliarmi di tutte le menzogne che mi tutelano.

Dire quello che si ha sullo stomaco, senza voler far male, è difficile, e forse lui semplicemente non ci è riuscito proprio per la paura di farvi del male, e poi ecco, quella forza che lui non ha avuto, si è rivoltata contro di lui, e forse a un certo punto Luc non ha potuto più niente contro di lei.

Non dice niente una frase interrotta, in sospeso, che apre la sua morte a tutto il possibile di cui l’ignoranza è capace.

Un’orchestrazione ben calibrata, e oplà, in cadenza, a grappoli, i vicini sono arrivati, sono sbarcati in cucina di colpo nera di gente, stupefatti, si dichiaravano tutti stupefatti e tutti, parlando troppo, facevano sì che non si sentisse più niente, tutti sordi sul serio, ciascuno più pallido del vicino da tenere d’occhio sulla destra…

Niente è tuo, mai, se non sai le cose come le sanno loro.

 Nell’attesa io guardavo mia madre che si mordeva il labbro per sentirsi invadere da una piccola sofferenza, un leggero impulso dato alla vita per avere ancora un qualche contatto con lei.

Voi vi inventate la sua morte perché vi calzi a pennello, perché sia tagliata a vostra misura e dia alle vostre vite quel rilievo che da sole non sono capaci di prendersi.

Le voci che a quest’ora staranno ancora parlando del silenzio che la morte, così devono dire, impone loro.

A lui allora il peso di tacere il suo dolore per aiutare quello di Marthe a sbocciare. 

E le nostre lettere a volte diventano lunghe, come un respiro che risale da molto lontano, per dire il male che entrambi proviamo, così diverso..

Cuore di colpo cieco e anche muto per l’incapacità di dire..

Nella sua bellezza ci sarebbe qualcosa, sì quella cosa che potrebbe far nascere la mia..

Jean e Marthe non si sono mai davvero riavuti del tutto dalla presenza di Luc in tutto lo spazio vuoto che in cui il suo corpo non potrà più muoversi..

E’ solo per cominciare che si finisce, sempre per cominciare che bisogna finire, finire perché alla fine ci sia un’altra cosa da cominciare.

Un po’ perché le loro vite all’ombra delle nostre era una cosa che andava bene all’inizio, quando loro si sentivano protetti da un sole troppo forte, ma ben presto le nostre ombre son diventate troppo fredde, rendendo impossibile il calore di quel sole di cui avevano bisogno.

Bisogna accettare le cose e capire che son loro a comandare, e che noi con i colpi della sorte possiamo solo scendere a patti.



Che la mia spalla contro un’altra spalla sentisse ancora la vita, e Luc che di colpo era dentro di me – e dentro di me, come un peso, ora c’era la morte.

E la mia voce intrisa di lacrime, non sugli occhi ancora le lacrime, nella voce, nella carne della mia voce che si è sforzata di chiedere: com’è possibile, morto di cosa?

 Presto o tardi le risposte sarebbero arrivate, sicure e belle, nutrite di tutto il tempo necessario per formarle, per privarle di ogni rabbia, purificate dal sentimento che avrebbe potuto atrofizzarle se fossero venute troppo in fretta.

 A tutto questo si potrebbe girare intorno per anni e anni senza che mai niente venga fuori a chiarire ai nostri occhi per quale ragione i suoi resteranno chiusi per sempre.

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