L’ordine – Poesia di Milo De Angelis

Questo panico
in balìa della cultura
assomiglia sempre
a quello che pensa, anche se lo sporca per gioco
e mostra la sua furbizia
perché solo una briciola separa
la morte dal vantaggio

è una cauta ispezione
per piangere una volta sola, piccolo strazio
di un re vestito da povero, sottile e rimediabile
pallore, dipinto sul viso con la matita:
anche quando il mare, al largo, fa paura
e i nevai sono nel buio
si finge al posto giusto

e quando non può chiamare nessuno
getta la storia dietro le spalle
inserito il respiro in quello dopo
ogni volta si convince “l’importante
è ricominciare”
retrocede, fa i conti, gioca con tutta
l’astuzia, “forse non è scomparso nulla”.

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