Ma l’albero della pace aveva incominciato ad elargire i suoi primi frutti velenosi. Sebastiano Vassalli (3012)

All’inizio del ventiseiesimo secolo dell’Evo antico, tutto il mondo era in pace e sulle rive del sacro mare Bajkal, nella Siberia orientale, incominciò a sorgere una città che doveva essere la sede della Società mondiale della Pace, e la capitale del pianeta nei millenni a venire : una megalopoli progettata e realizzata per assorbire come un’immensa spugna, con le sue strade e con i suoi edifici, l’EUM dei cinquanta milioni di abitanti e per trasferirlo a nord alle gigantesche centrali di Storoje Linde e di Bagadza, poco sotto il circolo polare, quela città, che doveva essere ed effettivamente fu il più grande sogno sognato dall’uomo che mai si fosse avverato, venne chiamata con un nome simbolico : Energia, e incominciò a funzionare verso la fine del secolo, nell’anno 2591.
Tutto, allora, sembrava andare per il meglio : la superficie del pianeta aveva trasformato in cicatrici alcune delle ferite più gravi prodotte dalla guerra, l’atmosfera e il clima si erano assestati entro nuovi parametri di normalità, i prodotti dell’agricoltura erano tornati ad essere abbondanti.
Ma l’albero della pace, apparentemente florido, aveva incominciato ad elargire agli uomini i suoi primi frutti velenosi, e gli uomini già avevano cominciato a cibarsene.
Cresceva l’odio di tutti contro tutti, anzi addirittura straripava come un fiume in piena, sommergeva l’umanità in una palude di sospetti, di invidie, di rancori che non risparmiava niente e nessuno.
Molti, già allora, rimpiangevano la guerra e l’invocavano come un’unica via di uscita da una situazione che, apparentemente, non aveva sblocchi.
Finché nel mondo c’erano state le guerre – così, più o meno, dicevano quegli illuminati – c’erano i nemici ma c’erano anche gli amici ; la gente si odiava, ma l’odio sublimato diventava eroismo, ed esistevano anche altri sentimenti, oramai scomparsi : per esempio la lealtà, la solidarietà con i prossimi, il senso dell’onore. La pace, invece, stava creando un uomo nuovo e in parte sconosciuto : un uomo che commetteva delitti senza che ce ne fosse una ragione o una necessità, così per passare il tempo, e che, non avendo più nemici da distruggere, si era messo in testa di dover ditruggere chiunque, per qualsiasi motivo, lo infastidisse con la sua sola presenza, e chiunque non gli piacesse… (…)

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