MAGNIFICA PRESENZA – Ferzan Özpetek (ELIO GERMANO) #Film

Magnifica presenza è un film del 2012 diretto da Ferzan Özpetek.

Il film ha ottenuto otto candidature ai David di Donatello 2012 e nove ai Nastri d’argento 2012.

Roma. Pietro(Elio Germano) è un giovane pasticciere gay, pieno di fissazioni, che ha deciso di lasciare Catania e di trasferirsi nella Capitale, provvisoriamente come ospite di sua cugina Maria, per seguire il proprio sogno di diventare attore. Tra provini e delusioni, Pietro trova casa in una palazzina in via Cavalcanti 37 del quartiere romano di Monteverde. A seguito di una fugace esperienza con un ragazzo romano avvenuta molto tempo prima Pietro si ritrova tuttora invaghito di quest’uomo e, nelle sue fantasie, lo considera il suo compagno. Non appena giunto nella capitale, Pietro invita il presunto fidanzato Massimo a cena e lo accoglie con grande affetto e dolcezza ma l’uomo, infastidito dai continui messaggi e dalle continue mail che Pietro gli ha inviato nei mesi precedenti, dimostra un comportamento violento e irritato. Gli comunica, quindi, di avere accettato l’invito a cena solo per comunicargli di levarsi di torno e di non farsi mai più rivedere. Lo fa con una violenza e una rabbia che lasciano Pietro senza parole. Pietro, rimasto solo, sta cercando di riordinare il tinello ma, con terrore, proprio in quel momento, si avvede della presenza in casa di alcuni individui. Presto scoprirà che la casa è infestata da un gruppo di fantasmi – una compagnia di attori tragicamente morti proprio in quella casa durante la Seconda guerra mondiale – con i quali Pietro, nonostante la diffidenza iniziale, finisce con l’instaurare un saldo rapporto di amicizia. Sarà anche grazie alla loro compagnia e solidarietà che Pietro riuscirà ad affrontare alcuni momenti difficili. Della compagnia fa parte anche Luca Varoli, bellissimo uomo gay che ha avuto la sfortuna di nascere in un periodo storico ove non poteva esprimere i suoi sentimenti e che, adesso come adesso, si approccia a Pietro con enorme dolcezza e gentilezza facendo sì che Pietro, forse, ricominci a credere nell’amore.

Per riconoscenza il ragazzo si impegna nell’aiutare gli attori della “compagnia Apollonio” a liberarsi dal legame con il loro passato, scoprendo che, durante la guerra, gli attori lavoravano segretamente per la Resistenza ed erano stati traditi proprio dalla prima attrice della compagnia, Livia Morosini, che fino ad allora avevano creduto essere stata loro sodale. Finalmente liberi dalla loro maledizione, mettono in scena al teatro Valle di Roma la loro commedia, avendo come unico spettatore proprio Pietro, l’unico che ha il “dono” di vederli.

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